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Calano sofferenze e prestiti bancari

La stagnazione economica italiana e la scarsità degli investimenti delle imprese continuano a pesare sull’attività delle banche, che pure continuano a fare pulizia dei bilanci e si appoggiano al mercato dei mutui alle famiglie ed arrestano l’emorragia delle obbligazioni.

Ora i mercati temono la crisi di governo: spread a 177

In una giornata di Borsa incolore i BTp sono tornati ieri pesantemente sotto pressione. Tutto è successo nell’ultima ora e mezza di contrattazioni quando gli investitori, che fino a quel momento non avevano dato troppa attenzione ai governativi italiani trattandoli alla stregua degli altri titoli dell’Eurozona, hanno iniziato a vendere provocando una brusca impennata di rendimenti e spread. Le oscillazioni, con ogni probabilità favorite dalla ridotta liquidità che spesso caratterizza le ultime ore di scambi, sono state talmente sostenute che il tasso a io anni, fino ad allora stabile 1’1,32 e 1’1,34%, ha registrato una fiammata fino a quota 1,42 per cento. Una quotazione che ha riportato lo spread sui massimi da agosto: a 177 punti secondo la rilevazione Reuters. Numeri più bassi per Bloomberg che, prendendo come riferimento un titolo con scadenza più ravvicinata, ha rilevato uno differenziale a 169 punti. Ma la dinamica è la stessa perché i tassi ieri sono saliti su tutti i governativi italiani indipendentemente dalla scadenza. Cosa ha innescato tutta questa volatilità? A giudicare dalla tempistica pare evidente la correlazione con la cronaca della crisi dell’Ilva. Le vendite sono scattate infatti quando gli investitori hanno digerito la notizia, battuta dalle agenzie pochi minuti prima delle 16, del piano di chiusura degli altiforni (vedi articolo in pagina). L’improvviso aggravarsi della crisi dell’Ilva è una notizia che ha un impatto sul mercato dei titoli di Stato perché gli investitori temono che possa mettere a ri Per i titoli governativi l’inversione di rotta è favorita anche dal cambio di vento sul mercato dei bond Le vendite sui titoli italiani nel finale di seduta riportano tassi e spread sui massimi da agosto schio la tenuta stessa della maggioranza. Specialmente se dovesse andare di pari passo con una sconfitta dei partiti di governo alle elezioni regionali in Emilia Romagna in programma per il prossimo 26 gennaio. Non è insomma la crisi industriale in sè ad impattare sui BTp quanto le possibili conseguenze che potrebbe avere sulla maggioranza. Se si tornasse a votare a breve gli investitori scontano un’affermazione di un centrodestra guidato da Matteo Salvini. Uno scenario visto negativamente dagli investitori per via dell’euroscetticismo di cui ha dato prova il leader leghista. L’ondata di vendite sui BTp non è un fulmine a ciel sereno. Da tempo ormai si sta assistendo a un’inversione di rotta. Dopo un’estate di forti acquisti (prima sulla scommessa del rilancio del Quantitative easing della Bce e poi sull’uscita della Lega dalla maggioranza di governo), il mercato è tomato a vendere i governativi italiani. Si tratta di un fenomeno che riguarda l’intero mercato del reddito fisso: dopo la corsa messa registrata da inizio anno sui bond sono scattate le prese di profitto. Anche perché, con il disgelo Usa-Cina sui dazi, sono migliorate le aspettative sull’economia e gli investitori hanno ridimensionato le attese sulla politica monetaria espansiva delle banche centrali. Nel caso dei BTp ha pesato il fattore politico ma anche il dibattito sull’unione bancaria. Le recenti aperture da parte della Germania alla garanzia comune sui depositi infatti sono arrivate con una condizione: le banche devono ridurre la loro esposizione in titoli di Stato. Un rischio per l’Italia visto il peso del debito sovrano nei bilanci degli istituti è nettamente superiore a quanto avviene nel resto dell’Eurozona.

L’e-fattura verso i 2 mld

Le fatture elettroniche verso i 2 mid. Dal primo gennaio (entrata in vigore dell’obbligo ad oggi) sono arrivate ai server dell’Agenzia delle entrate 1 miliardo e 800 mila documenti da meno di 3.800.000 soggetti con una percentuale di scarto pari a 2,49%. II dato è stato fornito ieri, durante l’8° Forum Tax, organizzato a Milano da Wolters Kluwer da Carmelo Piancaldini, capoufficio applicativi dell’Agenzia delle entrate.

Salvini: siamo il cambiamento

BOLOGNA Sogna un ‘inverno italiano’ il popolo della Lega, e canta l’inno delle Notti Magiche di quasi 30 anni fa targato Nannini-Bennato, come fosse una danza della pioggia, all’interno di un PalaDozza vestito a festa. Una pioggia di voti, quella che si aspetta Matteo Salvini, che lo dice già prima di entrare nel tempio del basket bolognese: la partita dell’Emilia-Romagna è la partita per il governo nazionale.

La piazza dice no al Carroccio

BOLOGNA Laura ha cinque anni. La sua mamma le ha fatto un pesciolino di cartone e lei lo sventola come fosse una bandierina. Francesca, invece, sta per diventare mamma. Malgrado il pancione, è tra i tremila del corteo antagonista, in piazza San Francesco, pronta per marciare contro il PalaDozza.