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«Dobbiamo investire di più sui giovani»

talia abbiamo delle ¡¡ buone aziende nella fascia \\ delle piccole e medie I imprese che, per crescere, avrebbero bisogno del traino di quelle grandi e del pubblico se manca la locomotiva le Pmi sono lasciate a se stesse. Così le migliori vanno all’estero». È il tema affrontato da Vittorio Colao, ex ceo Vodafone Group e special advisor General Atlantic, intervistato ieri dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana. In un momento In cui tanto si parla di innovazione e della necessità di nuovi investimenti strategici per posizionare le imprese italiane ad alti livelli, le singole aziende si trovano a dover modificare il loro modello strategico di business. Le singole imprese dovranno quindi concentrarsi oltre che sull’innovazione tecnologica di processo dell’Industria 4.o, anche sull’innovazione del modello di business. «Per convincere gli imprenditori italiani che per crescere del 20-25% devono avere “ruote e freni nuovi”, come si deve fare»?, chiede il direttore del Corriere. «Devono assumere di più, in Italia abbiamo università buone con punte di eccellenza. Alle aziende italiane manca il coraggio di investire nei giovani, sono loro che danno la spinta innovativa, le grandi idee si hanno intorno ai 32 anni». Nel suo nuovo lavoro Colao ha raccontato di incontrare molte aziende basate in Italia che vendono in tutto il mondo e I giovani non sono diversi come preparazione da quelli che incontra a Stoccolma o a Parigi, quello che cambia è il numero: «Non ne abbiamo ancora abbastanza». Intercettando la spinta d’innovazione tecnologica di Industria 4.o, le Pmi italiane hanno l’opportunità di sfruttare le proprie potenzialità per organizzare le filiere produttive passando da un modello frammentato a uno interconnesso.

Più occupati (ma sono autonomi) Pil in stagnazione: crescita a +0,2%

ROMA Con 46mila nuovi occupati nel mese di ottobre (38mila sono lavoratori autonomi) il tasso di occupazione è tornato a salire al 59,2% (+0,1%), sui livelli massimi di quattro mesi fa. Nello stesso mese i dati provvisori Istat diffusi ieri registrano un calo della disoccupazione (- 0,2% al 9,7%) e un aumento degli inattivi (+0,2%, paria +25 mila unità, con un tasso di inattività che ora sale al 34,3% (+0,1%).

Bonus fiscale subito agli imprenditori che mettono i capitali

Il modello economico Paese è basato su oltre 5 milioni di imprese, direttamente e indirettamente da loro derivano occupazione, tasse, contributi previdenziali. Meno di un quinto sono società di capitali, il restante di persone o individuali, sparuto ma consistente il gruppo di imprese non profit e quindi esautorate dalla tassazione.

Sugli artigiani c’è una stretta creditizia

Non c’è credito per gli artigiani italiani»: la denuncia arriva da Fedart, il sodalizio dei confidi di Confartigianato, Casartigiani e Cna, che in una ricerca rivela una contrazione monstre del credito alle imprese: «Il trend del primo semestre 2019 parla di meno 21,5 miliardi di euro rispetto all’anno precedente». E ancora: «Il settore artigiano dal 2010 ad oggi ha perso il 41,8% di finanziamenti»

Fondi ai partiti, rispunta l’idea di una legge

ROMA Il finanziamento della politica è un tema annoso che l’inchiesta sulla Fondazione Open ha riaperto in modo prorompente dopo che il contributo statale è stato cancellato da anni. L’attività politica, tuttavia, è costosa e senza il finanziamento pubblico, l’unica via resta quella privata, che – come evidenzia proprio il caso Open – può rivelarsi rischiosa.