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Data Pubblicazione: 07/11/19
Pubblicato in: Economia
Scritto da: Marco Mobili e Giovanni Parente
Pubblicato su: IL SOLE 24 ORE

La riduzione al 50% degli acconti d’imposta in scadenza alt dicembre è applicabile anche ai forfettari. «Stiamo lavorando a un chiarimento in tempi rapidi perché si può ritenere che estensivamente la misura contenuta nel decreto fiscale si applichi anche ai contribuenti forfettari seppure la norma non lo preveda espressamente». Ad affermarlo è il direttore delle Entrate, Antonino Maggiore, a margine dell’audizione di ieri in commissione Finanze alla Camera proprio sul decreto collegato alla manovra. Il numero uno dell’Agenzia preferisce non rispondere alle criticità sollevate della Privacy sulla conservazione allargata dei dati della fattura elettronica (come anticipato ieri su queste colonne) ma lancia un messaggio di collaborazione: «Verrà aperto un tavolo preventivo di confronto con il Garante perla protezione dei dati personali per definire» le misure di sicurezza, così come previsto dalla norma del decreto (articolo 24 del Dl 224/2019). Nel confronto con i deputati di maggioranza e opposizione Maggiore ha preso atto dell’unanime bocciatura della stretta sugli appalti, così come aveva fatto il ministro Roberto Gualtieri il giorno prima. «Si può intervenire sicuramente, e c’è il favore anche dell’agenzia delle Entrate – ha affermato il direttore – a studiare e suggerire soluzioni per circoscrivere in maniera più mirata quelle situazioni che vale la pena di togliere o eliminare» in modo «da lasciare respiro alle aziende che operano in modo regolare sul mercato». Però Maggiore fa notare come il problema esista e non possa essere sottovalutato perché sono stati adottati nel tempo meccanismi per «alleggerire al minimo il costo della manodopera». In pratica viene «diminuito il costo del cuneo fiscale in maniera fraudolenta». Si tratta di un «fenomeno pernicioso che spesso non è facilmente accertabile». Anzi, il suggerimento è di utilizzare proprio i casi di frode portati alla luce da Guardia di Finanza ed agenzia delle Entrate per capire come circoscrivere alle situazioni più gravi l’ambito di applicazione della nuova norma. In sostanza, si potrebbe lavorare sulle esclusioni«soggettive e oggettive». Sull’altro fronte caldo delle compensazioni, su cui le associazioni di categoria e i professionisti hanno chiesto modifiche, pur difendendo i nuovi paletti («consentirà un presidio migliore sulle regolarità o meno delle operazioni») Maggiore riconosce come «la stampa specializzata abbia messo in luce che la norma comporterà aggravi finanziari in capo ai contribuenti per i termini più lunghi per fruire dei crediti di loro spettanza» (si veda Il Sole 24 Ore del 29 ottobre). «A partire da maggio – ha aggiunto Maggiore – sarà possibile già trasmettere la dichiarazione dei redditi e utilizzare quindi in compensazione già da giugno i crediti relativi alle imposte dirette». In merito alla richiesta di una moratoria sulla nuova sanzione per gli esercenti che non accetteranno il codice fiscale Maggiore ha risposto che «si tratta di una valutazione di natura politica, ma credo ci si possa ragionare». Sugli Isa, per i quali la Lega con Alberto Gusmeroli ha annunciato un emendamento per rendere facoltativo il primo annodi applicazione, il direttore delle Entrate ha sottolineato come ci sia già una disponibilità a rivedere gli aspetti critici. Prima di Maggiore, è stato ascoltato anche il direttore delle Dogane Benedetto Mineo il quale ha ammesso una flessione delle giocate sulle slot a cui ha contribuito la riduzione della quota restituita in vincita. Mentre sul contrasto alle frodi ai carburanti «il 2020 sarà un annodi svolta».

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