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Data Pubblicazione: 02/12/19
Pubblicato in: Incentivi, Investimenti
Scritto da: Roberto Lenzi
Pubblicato su: ITALIAOGGI

L’iper-ammortamento sarà accessibile nella forma attuale per un solo mese ancora, poi sarà oggetto di proroga o riforma da parte della legge di Bilancio per il 2020. Tra l’iniziale ipotesi di proroga secca dell’agevolazione pilastro di Industria 4.0 e di sua sostituzione con un sistema di crediti d’imposta, le imprese sono chiamate a valutare, per gli investimenti in programma nel breve, se sfruttare l’attuale impostazione degli incentivi del programma Industria 4.0 o se rimandare interamente gli investimenti al 2020, scommettendo sull’ipotetico maggior beneficio della nuova impostazione che emergerà con l’approvazione della legge di bilancio. Le imprese che non vogliono rischiare, vista l’attuale incertezza, non sono obbligate a farsi consegnare i beni entro la fine dell’anno corrente, essendo sufficiente l’effettuazione dell’ordine e il versamento di un acconto. Anche l’interconnessione dei nuovi beni potrà essere rimandata al 2020 o, addirittura, oltre, con l’unica conseguenza di veder slittare la possibilità di beneficiare dell’iper-ammortamento ad anni successivi, ma senza perdere niente. L’impostazione attuale della norma. L’iperammortamento ha lo scopo di favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello «Industria 4.0». L’attuale impostazione normativa è quella introdotta dalla legge di bilancio per il 2019, la quale ha rimodulato il funzionamento dell’agevolazione introducendo degli scaglioni con beneficio decrescente al crescere dell’importo dell’investimento, con il risultato di agevolare maggiormente i piccoli investimenti. L’iperammortamento è applicabile agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato, effettuati entro il 31 dicembre 2019, ovvero entro il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. La maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applica nella misura del 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, nella misura del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e nella misura del 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro. La maggiorazione del costo non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro. La stessa legge di bilancio ha prorogato con le medesime condizioni temporali anche la maggiorazione per gli investimenti in beni immateriali strumentali nella misura del 40%. Le anticipazioni sulla nuova legge di bilancio riguardano la sostituzione dell’iper-ammortamento con un credito d’imposta per i beni Industria 4.0 nella misura del 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro e del 20% per investimenti di valore compreso tra 2,5 milioni e 10 milioni di euro. Il momento rilevante per chi vuole anticipare il beneficio non è sufficiente. Ai fini dell’iperammortamento, il momento di realizzazione degli investimenti segue le regole generali della competenza previste dal Tuir. Questo stabilisce che le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, per i beni mobili, alla data della consegna o spedizione, ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà odi altro diritto reale, senza tener conto delle clausole di riserva della proprietà. Per le acquisizioni di beni con contratti di leasing, rileva il momento in cui il bene viene consegnato, ossia entra nella disponibilità del locatario. Nel caso in cui il contratto di leasing preveda la clausola di prova a favore del locatario, ai fini dell’iperammortamento diventa rilevante la dichiarazione di esito positivo del collaudo da parte dello stesso locatario. Rileva, ai fini della spettanza del beneficio in questione, la consegna del bene al locatario, o l’esito positivo del collaudo, e non il momento del riscatto, che, quindi, non configura per il contribuente un’autonoma ipotesi d’investimento agevolabile. Queste considerazioni sono indispensabili ai fini del rispetto delle scadenze imposte dall’attuale normativa (31 dicembre 2019, oppure 31 dicembre 2020 se effettuati ordine e acconto entro la fine dell’anno corrente). Le imprese interessate allo sfruttare il beneficio, oltre al prestare attenzione al momento rilevante sono tenuto anche a soddisfare tutti i requisiti richiesti dalla norma. In particolare devono interconnettere il bene e predisporre la documentazione utile. In caso di perizia giurata, con la circolare n. 48160 del 1° marzo 2019, il ministero dello sviluppo economico ha già chiarito che è sufficiente che entro la data di chiusura del periodo d’imposta il tecnico o l’imprenditore proceda al giuramento della perizia medesima, non essendo necessario dimostrare in altri modi la data certa di acquisizione da parte dell’impresa.

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