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Data Pubblicazione: 13/01/20
Pubblicato in: Fisco e Tasse
Scritto da: Isidoro Trovato
Pubblicato su: L'ECONOMIA DEL CORRIERE DELLA SERA

Il bivio sarà spietato e la scelta per nulla piacevole: almeno 10 mila lavoratori dipendenti quest’anno dovranno scegliere se mantenere la partita Iva e abbandonare il posto fisso o rimanere al sicuro e decidere di sospendere l’attività autonoma. O, come terza via, continuare a svolgere le due attività ma pagando maggiori tasse perché i proventi da dipendente e autonomo faranno cumulo e saranno assoggettati alle aliquote progressive Irpef. Si tratta dell’effetto delle modifiche alla flat tax degli autonomi, tassazione con aliquota fissa del 15%, contenute nella manovra di Bilancio. Le nuove regole, infatti, imporranno, quasi certamente, a io mila lavoratori neo iscritti al regime forfettario di rinunciare all’attività autonoma se vogliono evitare un aggravio d’imposta e maggiori complicazioni burocratiche. Nel numero rientra anche chi è già pensionato e svolge un’attività autonoma per arrotondare. Si tratta di tutti coloro che hanno aperto la partita Iva nel 2019, ma che avevano contemporaneamente un reddito da lavoro dipendente o assimilato. La legge di Bilancio per il 2020 prevede, infatti, l’introduzione di nuovi requisiti di accesso al regime forfettario, da possedere nell’anno precedente per potere usufruire della flat tax. Tra questi, il non aver percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati eccedenti i 3o mila euro. Secondo uno studio dell’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro si tratta di una condizione che, in particolare, va a colpire i titolari di partita Iva con un’età compresa tra i 51 e i 65 anni (4.084 abbandoni) e i pensionati over 65 (sono 3.527). Le modifiche Ma come cambia l’attuale sistema riservato ai contribuenti con giro d’affari non superiore a 65.00o euro? Al momento chi non supera questa soglia, salda il proprio debito con il fisco sui redditi da attività autonoma applicando una percentuale del 15% (aliquota ridotta al 5 per cento per i primi cinque annidi attività) su un reddito abbattuto forfettariamente a seconda dei settori di attività. Si tratta dunque di cifre assolutamente più vantaggiose di quelle dovute dalla generalità di contribuenti colpiti dalle aliquote progressive Irpef. Inoltre è stata abolita anche la prevista flat tax al 20% per chi supera la soglia dei 65.00o euro di giro d’affari ma non sfonda quella dei 100.000 euro. Le modifiche approvate in Parlamento non lasciano sereni i diretti interessati. La legge di Bilancio infatti introduce novità penalizzanti per il regime forfettario, come ad esempio il limite di 20 mila euro di spese sostenute per dipendenti e collaboratori, mentre fino al 2019 non era previsto alcun limite su questo fronte. Inoltre, come detto, non saranno più cumulabili redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati se risultano superiori a 3o mila euro. Per questo non si può al momento considerare un regime contabile agevolato come avveniva prima. Eppure è nato per favorire fiscalmente fasce deboli di imprenditori e professionisti, quelli con attività minime. Chi sono i forfettari Tutto il mondo delle partite Iva ha reagito male alle novità normative non certo favorevoli a chi lavora in proprio. Le modifiche apportate sortiranno un effetto molto negativo tra numerosi destinatari della norma, al punto da spingerli ad adottare anche la drastica decisione di chiudere l’attività autonoma. Start up, giovani alla prima esperienza lavorativa, ultracinquantenni espulsi dal mercato del lavoro dipendente: sono i contribuenti che generalmente applicano il regime forfettario e che non possono certo essere classificati tra i grandi ev asori sui quali puntare il dito. Ma piuttosto possono essere identificati come appartenenti alle fasce più deboli della imprenditoria e dei servizi e quindi da tutelare. E c’è da considerare che in molti hanno già fatto il percorso inverso, diventando autonomi dopo essere stati licenziati a causa della Grande Crisi di qualche anno fa. Dunque, prima dipendenti, poi autonomi, ora in crisi : un’altalena dai risvolti sociali e familiari a volte drammatica

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