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Data Pubblicazione: 23/08/19
Pubblicato in: Credito
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Pubblicato su: IL MESSAGGERO

Le banche aumentano le richieste di garanzie alle imprese per i prestiti e il primo effetto è quello di una sforbiciata da 45 miliardi di euro. In un anno, seconda uno studio del sindacato Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), la riduzione dei prestiti è stata del 6,37% attestandosi a 658 miliardi a giugno scorso rispetto ai 703 miliardi dello stesso periodo del 2018. Sulle minori erogazioni, secondo informazioni raccolte dalla Fabi nella rete bancaria. pesa sempre di più il netto calo parte della clientela. Un contrazione legata soprattutto alla progressiva «crescita delle garanzie». L U% delle imprese italiane (dall’8,5% del 2018) dichiara di non essere interessato alla richiesta di credito perché prevale un «sentimento di scoraggiamento». Da una recente statistica della Bce emerge come, dopo la Grecia, l’Italia, la Francia e l’Irlanda hanno la percentuale più alta di imprese che non nasconde di avere difficoltà nella richiesta di finanziamenti al sistema bancario.
I FATTORI Sul calo del credito hanno inciso diversi fattori come ad esempio le cartolarizzazioni di prestiti in corso e lo smaltimento delle sofferenze. In dodici mesi sono state registrate operazioni di cartolarizzazioni per 16,3 miliardi, ammontare che ha portato la cifra complessiva da 122 a 138 miliardi di euro pari a una crescita del 13,36%. E proseguita anche la tendenza della cessione delle sofferenze con il totale dei crediti deteriorati sceso, nel corso dell’ultimo anno, de133,52%: lo stock era a 59 miliardi a giugno 2019 contro i 90 miliardi di giugno 2018. È il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, a ricordare come talvolta per un prestito si arriva a pretendere garanzie «fino a cinque volte superiori l’importo richiesto. Non vengono quasi mai finanziate le idee degli imprenditori, così come invece avviene negli Stati Uniti e dei paesi anglosassoni».
I BILANCI Il ritorno costante agli utili, la crescita dei coefficienti patrimoniali e la vendita dei crediti deteriorati hanno consentito di ripulire i bilanci delle banche, riposizionando il settore tra i migliori in Europa. Ora il settore deve «impegnarsi – conclude Sileoni – per sostenere le economie dei territori rendendo più facile, snello ed efficace l’accesso al credito, oggi sensibilmente rallentato da un eccesso di garanzie richieste alla clientela».

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