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Data Pubblicazione: 11/09/19
Pubblicato in: Finanza
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Pubblicato su: LA NAZIONE QN

LE BANCHE italiane superano un’altra tappa nel grande processo di riduzione della montagna dei crediti deteriorati che dovrebbe accelerare nei prossimi mesi grazie alle operazioni di cartolarizzazione messe in cantiere o in via di attuazione. Secondo le tabelle della Banca d’Italia le sofferenze lorde sono scese sotto quota 90 miliardi di euro a luglio (le nette erano pari a 32 miliardi) a 88,2 miliardi contro i 127 dello stesso mese del 2018 (un calo del 23%). Un percorso che proseguirà, visto che Pwc calcola operazioni per 36 miliardi nei prossimi mesi che si aggiungeranno a quelli per 11 realizzate nel terzo trimestre. Le banche stanno portando quindi a termine, dopo gli iniziali tentennamenti e con l’aiuto della garanzia statale Gacs (che apre incognite sull’impatto potenziale per il bilancio statale) il loro percorso di risanamento che potrà peraltro essere utile, all’Italia e al suo nuovo governo, per fare passare finalmente una maggiore condivisione a livello europeo dei rischi. L’eredità degli Npl e la conseguente debolezza del sistema bancario sono infatti citate dai paesi del Nord Europa come elemento ostativo nella condivisione dei rischi chiedendo appunto prima la loro riduzione.
MA SE I BILANCI migliorano tuttavia, complice anche la stagnazione economica del paese, i prestiti alle aziende continuano ad essere negativi (-0,4% rileva sempre Banca d’Italia) e i depositi corrono (+5,1%) segno di una ritrosia a investire o indebitarsi. Va bene solo il comparto famiglie (+2,5%), grazie ai bassi tassi che spingono i mutui casa. E oltretutto le banche stanno aumentando i titoli di stato in portafoglio, che sono risaliti sopra quota 401 miliardi di euro.

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