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Data Pubblicazione: 10/02/19
Pubblicato in: Giustizia
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Pubblicato su: IL TIRRENO CRONACA PRATO

C’è un capitolo giudiziario della ex Mabro (l’azienda di confezioni di Grosseto) su cui il giudice deve ancora scrivere la parola fine. È il processo per frode in commercio che vede imputati il pratese Andrea Barontini, già direttore generale di Abbigliamento Grosseto, Gianluca Mauro, amministratore della stessa società, e due rappresentanti della ditta Compagnia mercantile della lana e del cotone Alessandro Tacca e Silvano Franchi, con quest’ultimo che ha già patteggiato. L’accusa è quella di aver messo in vendita con il marchio Mabro capi di abbigliamento prodotti altrove: gli accordi presi durante l’acquisizione dell’azienda grossetana, infatti, prevedevano che Abbigliamento si limitasse a produrre solo capi spalla, ossia giacche e cappotti. Durante una vendita in via Senese, però, erano esposte anche camice e maglioni forniti da Compagnia mercantile, prodotte appunto altrove. Da qui il processo. Nell’ultima udienza è stato chiamato a testimoniare dalla difesa di Barontini, rappresentata dall’avvocato Carlo Valle, il commercialista dell’imprenditore pratese, Luca Quercioli, che ha confermato quanto già detto dallo stesso Barontini nella sua deposizione, ovvero che quella di esporre anche altri capi fosse una strategia di vendita, in quanto un cliente sarebbe stato più attratto da un abito intero, sebbene alcuni capi, con impresso il loro marchio, non fossero stati prodotti a Grosseto. Versione che sarà definitivamente accolta o smontata a fine marzo, quando è attesa la sentenza del giudice Giovanni Puliatti.

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