Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 14/01/20
Pubblicato in: Scuola
Scritto da: Silvia Bini
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

PRATO «Quest’anno la tassa volontaria chiesta dal Buzzi alle famiglie sa tanto di beffa». In questi giorni molti genitori stanno ricevendo una lettera con la quale la scuola, come ogni anno, chiede un contributo volontario di 170 euro a famiglia (che di fatto viene pagato quasi da tutti) «per il mantenimento della didattica e del laboratorio». È questa la motivazione a corredo della lettera, a firma del dirigente Alessandro Marinelli con la quale l’istituto di viale della Repubblica chiede soldi. «Non è proprio l’anno giusto per chiederci 170 euro per il laboratorio dopo tutto quello che è successo», sbottano alcuni genitori. In effetti la motivazione del contributo volontario nell’anno in cui il BuzziLab è stato chiuso, non è proprio la scelta più felice. E le reazioni non hanno tardato ad arrivare. Intanto è bene precisare che le famiglie sono libere di pagarlo o meno, chi non dovesse farlo non incorre in nessuna sanzione. La quota obbligatoria è invece di 13 euro alla quale si aggiungono le tasse scolastiche a seconda della classe in cui si è iscritti. Per ora non ci sono novità sul destino del BuzziLab chiuso da dicembre: il consiglio di istituto che dovrà accettare o meno la proposta della Regione sulla fondazione è aggiornato al 29 gennaio. Nel frattempo dovrebbero arrivare i chiarimenti chiesti dal consiglio della scuola ai tecnici della Regione e dell’Ufficio scolastico provinciale relativi alla costituzione della fondazione, al business plan, alle percentuali della società e alle competenze. Richieste che il consiglio di istituto manderà in forma scritta alla Regione. Un destino ancora incerto per il laboratorio eccellenza della città e finito nel baratro in appena tre mesi. Esattamente da settembre quando il preside Marinelli ha firmato la prima sospensione delle attività del BuzziLab. L’obiettivo era dare una nuova forma giuridica al laboratorio, impresa che si è rivelata più complicata del previsto tanto che nel frattempo le attività sono state sospese, il laboratorio è chiuso e i contratti dei dipendenti non sono stati rinnovati.

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email