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Data Pubblicazione: 02/12/19
Pubblicato in: Ambiente, Rifiuti
Scritto da: Alessandro Formichella
Pubblicato su: IL TIRRENO CRONACA PRATO

PRATO. Bene i rifiuti, male l’aria e l’acqua. Questo ci dice in sintesi l’annuario 2018 dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che è stato pubblicato in questi giorni. C’è un po’ di tutto nella pubblicazione Arpat, una fotografia a tinte chiaroscure.Gestione rifiuti e consumo del suolo. Sulla gestione dei rifiuti Prato vanta buon risultati, con una produzione pro capite di rifiuti di 593 chilogrammi contro i 599 della media regionale. Come sul consumo di suolo; anche qui la provincia pratese ne consuma assai meno della media regionale, 217 metri quadrati ad abitante contro i 440 metri quadrati come media toscana. In netto miglioramento anche la raccolta differenziata. Prato sale al 71,6% contro il 53,8% della media regionale. A Prato e provincia si differenziano 423 chilogrammi di rifiuti pro capite, contro i 323 dei dati toscani.Qualità dell’aria. Ma sull’aria, dove il tramontano è sempre stato il salva-città, i punti critici emergono; dalle centraline di monitoraggio di via Roma e di via Ferrucci, la fotografia segna sempre una situazione delicata, prossima a far accendere la spia rossa in modo particolare per le polveri sottili Pm10 e Pm 2,5. Nel solo 2018, il limite massimo giornalierio di Pm10 (50 nanogrammi per metro cubo) è stato sforato 43 volte. Aque sotterranee e fiumi inquinati. Lo stato delle acque superficiali e sotterranee non è migliore, prima ancora che siano potabilizzate. Qui preoccupano soprattutto le alte concentrazioni di nitrati e tetracloroetilene che portano a definire le acque sotterranee di scarsa qualità. Stato ecologico scarso e stato chimico non buono, così è riportato nel rapporto, per i torrenti Ombrone pistoiese e Bisenzio nel tratto pratese sui dati monitorati fra il 2016 e il 2018. Il voto sufficiente lo raggiunge solo il Fiumenta a Vernio, per il resto i torrenti sono inquinati in modo grave. 129 aree ancora sotto bonifica. Bonifiche di aree inquinate ancora in corso e sono ben 129 quelle nella provincia di Prato dove sono tuttora in corso le bonifiche ambientali. Un dato alto rispetto alla media toscana, sintomatico di una città e un provincia ad altra densità industriale. Si pensi che solo nel territorio del comune di Prato sono 454.717 i metri quadrati dove si stanno effettuando opere di bonifica dall’inquinamento. Il comune con la minor densità di aree destinate a bonifica è quello di Poggio a Caiano.Controlli, verifiche e sanzioni. Nel triennio 2016-2018 sono state soprattutto alcune aziende private ad avere sanzioni amministrative e penali per non avere osservato le leggi in materia di protezione dell’ambiente. Se ne contano tredici, tutte aziende tessili, che a seguito dei controlli hanno avuto sanzioni amministrative e cinque di queste trasmesse alla Procura della Repubblica per sanzioni penali. Molto meglio per le aziende pubbliche, come gli impianti depurazione e termovalorizzazione della Gida Spa, dove, i controlli hanno accertato il contenimento degli inquinanti entro i parametri di legge.

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