Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 02/12/19
Pubblicato in: Confindustria, Scuola, Tessile
Scritto da: Sara Bessi
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

PRATO Tutti in allarme per la vicenda BuzziLab. Dopo la chiusura del laboratorio (lo scorso settembre) e una timida ripartenza (nelle ultime settimane), l’impressione è quella di un tramonto inevitabile. Tanto da spingere Confindustria a lanciare un nuovo (l’ennesimo) grido d’allarme. La giornata di oggi segna uno spartiacque nella storia del laboratorio del tessile, perché proprio in queste ore stanno diventando effettive le dimissioni di Giuseppe Bartolini, storico direttore del BuzziLab. Troppo profonde le ferite aperte con il preside Alessandro Marinelli. E così il Buzzilab pare aver intrapreso la strada di un declino rapido e doloroso. Di fronte a questo scenario Confindustria Toscana Nord torna a farsi sentire. I vertici dell’associazione assicurano di rendersi conto della difficoltà del compito « dopo l’improvvisa e improvvida decisione di interrompere l’attività, a cui ha fatto seguito una sua ripresa che, fra dimissioni del direttore e rifiuti di assunzione di commesse dalle aziende, appare fragilissima se non inconsistente». Quello che preoccupa maggiormente gli Industriali è l’esclusione delle imprese dal nuovo organismo (a cui si sta lavorando) che dovrà gestire il laboratorio dopo il cambio del suo statuto giuridico. «Nonostante la decisione della dirigenza scolastica di gestire la situazione escludendo le imprese, sia il presidente della sezione Sistema moda dell’associazione Andrea Cavicchi sia il vicepresidente Francesco Marini hanno avvertito il senso di responsabilità di lavorare a possibili soluzioni», si legge in un comunicato di Confindustria. Parole che certificano l’impossibilità di un dialogo con la scuola. Confindustria conferma poi che esistono prerogative che l’attività del laboratorio di analisi deve conservare. «Sono le competenze maturate, la relazione con le imprese del territorio, il legame con gli importantissimi brand nazionali e internazionali che ne sono stati clienti, l’attività di studio e di ricerca che traeva stimolo anche da questi contatti; non ultima, la capacità di generare reddito, nel rispetto delle prescrizioni delle norme, che vada primariamente a beneficio della scuola», specifica la nota. Confindustria assicura di avere provato a portare il proprio contributo per la nascita di una fondazione con un carattere nazionale. La proposta è quella di creare un soggetto partecipato da pubblico e privato insieme a Fondazione Sistema moda, Regione e una parte delle associazioni di categoria. In sintesi, quello che gli imprenditori chiedono è «un servizio che ripristini in buona parte i vantaggi della situazione precedente a settembre 2019, senza riproporne le inadeguatezze sul piano normativo. Ma la soluzione che sembra profilarsi, a quanto emerge dai media e da qualche contatto indiretto con la scuola, è di segno diverso». E mentre Marini e Cavicchi ribadiscono «la disponibilità dell’associazione a portare un proprio contributo», quale scenario si preannuncia per il Buzzilab? Viste le dimissioni del direttore, il preside Marinelli dovrebbe adesso nominare un sostituto con caratteristiche professionali conformi alla funzione. Una volta assolto questo passaggio, le analisi sui tessuti potranno riprendere ad essere regolarmente certificate. Ma c’è un però. Perché fra una settimana uscirà di scena, per termine naturale del contratto, la cooperativa che lavora all’interno del laboratorio fornendo otto tecnici, di fatto riducendo ai minimi termini la forza lavoro. Da quella data rimarranno in laboratorio, fino al 31 dicembre, solo pochissime unità, in grado di eseguire appena una manciata di prove. Poi, dopo quel giorno, calerà definitivamente il sipario.

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email