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Data Pubblicazione: 07/11/19
Pubblicato in: Fisco e Tasse
Scritto da: Marco Mobili Marco Rogari
Pubblicato su: IL SOLE 24 ORE

Quasi 2,1 miliardi nel 2020. Tanto valgono le quattro principali misure su cui la maggioranza punta a far scattare un restyling totale o parziale: plastic tax, sugar tax, stretta a fringe benefit delle auto aziendali e le ritenute su appalti e subappalti. Con l’elenco che tende ad allungarsi: dagli enti locali al pacchetto famiglia si moltiplicano le richieste di correzioni della manovra che arrivano da M5S, Pd, Italia viva e Leu. E anche nel caso di una revisione limitata solo ad alcune delle misure nel mirino e facendo ricorso ad un alleggerimento delle restrizioni fiscali, e non a un vero e proprio stop, il conto resterebbe comunque salato: circa un miliardo (v. Il Sole 24 Ore del 3 novembre scorso). Anche per questo motivo i tecnici del Govemo stanno valutando diverse opzioni per recuperare la dote necessaria alle modifiche 2020. Prima fra tutte un rafforzamento della web tax, con l’asticella del gettito che nell’attuale versione della manovra, oltre ai 600 milioni già messia bilancio, arriva a quota 7 o 8 milioni. E ora sembra destinata a salire ulteriormente. Per rafforzare le coperture nel biennio successivo, potrebbe anche essere alleggerito il fondo da 3 miliardi per il bonus Befana (premio-tracciabilità) che verrebbe quindi ridimensionato. Tra le ipotesi sul tappeto, ma Caccia a nuove coperture, sul tavolo anche la web tax 2,1 sempre in ottica 2021 (e non per il prossimo anno), anche la finestra unica per Quota loc.. Una partita che resta però complicata Tanto è vero che sul tavolo resta anche lo slittamento a settembre del taglio del cuneo, chiesta da Italia viva Ma questa soluzione non piace al Pd. Che ieri ha detto no a soluzioni affrettate perle eventuali correzioni. Nicola Zingaretti punta a individuare ritocchi condivisi e blindati. Sulla plastic tax il cantiere dei correttivi è già avviato. L’obiettivo è dimezzarla e si potrebbe centrare sia intervenendo sul valore dell’imposta di consumo ora fissata in i euro al chilo sia sull’ambito di applicazione definendo in dettaglio quali sono i manufatti monouso soggetti alla nuova tassa ambientale. Le ipotesi allo studio punterebbero anzitutto a ridurre tra i 60 e i 40 centesimi il prelievo su un chilo di plastica. L’altro dossier aperto è quello sull’auto aziendale. Ieri il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha annunciato la cancellazione della stretta, che però non è stata ancora confermata dal resto della maggioranza. Che starebbe comunque lavorando a un’ipotesi di ridefinizione del valore del fringe benefit. Anche l’entrata in vigore della misura potrebbe slittare a metà 2020 e non riguardare comunque i contratti in essere. Sul fronte delle ritenute negli appalti ad annunciare le modifiche in arrivo è stato lo stesso ministro Gualtieri che si è dichiarato pronto a intervenire su un ampliamento dei vincoli di esclusione dalla stretta e ad un limitazione del nuovo obbligo alla sola somministrazione di manodopera.

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