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Parigi vuole comandare, Fcva-Renault salta

NON È LA PRIMA VOLTA che i francesi si barricano in casa. Come altre volte, l’operazione Fca-Renault si infrange contro la natura interventista, colbertista, protezionista dello Stato francese. Uno Stato che è proprietario diretto per il 15% della Renault.

Elkann non ci sta: è stato un diktat politico

ACCORDO SÌ, ma non a tutti i costi. Dopo che, nella notte, il board di Renault aveva comunicato l’impossibilità di prendere una decisione «a causa della richiesta dei rappresentati nello Stato francese di posticipare il voto» e preso atto delle richieste in crescendo, il presidente di Fca, John Elkann, e l’ad, Mike Manley, hanno capito che il sogno era svanito.

L’export cresce trainato dall’agroalimentare

Le nubi, possibili, all’orizzonte non mancano, dall’escalation della guerra commerciale tra Usa e Cina, con effetti a cascata su altre economie emergenti, a una Brexit “disordinata” che potrebbe portare con sé significative ripercussioni per le geografie europee.

«Brexit a ottobre anche senza accordo»

FUORI dall’Ue il 31 ottobre, «con o senz’accordo». Boris Johnson lancia la sua parola d’ordine per provare a conquistare la poltrona di leader del partito conservatore britannico e quella di primo ministro dopo l’addio, tra le lacrime, di Theresa May.

Aleggia lo spettro della recessione. «Si va verso nuove elezioni»

THERESA MAY ha annunciato le dimissioni, effettive a partire dal 7 giugno. Ciò innescherà una corsa per la leadership all’interno del Partito conservatore, il cui vincitore potrebbe anche diventare premier. Al momento il favorito sembra essere l’ex segretario agli Affari esteri ed ex sindaco di Londra Boris Johnson.