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In 39 senza gli arretrati. Nuovo sciopero alla tintoria Superlativa

Dovevano essere regolarizzati, sul piano degli orari di lavoro e dei pagamenti arretrati. Nel primo caso questo è successo, nel secondo no. Ed è il motivo che fa tornare alla carica i Sì Cobas con un nuovo sciopero davanti ai cancelli della tintoria Superlativa dove lavorano 60 persone, prevalentemente operai di nazionalità pachistana.

Hanno venduto 1.800 auto sottocosto grazie a un’evasione Iva da 24 milioni

Mentre il governo fa i salti mortali per evitare l’aumento dell’Iva, c’è chi il problema l’ha risolto alla radice: non pagandola. La mente della truffa è in Lombardia, i beneficiari sono al sud, prevalentemente tra Napoli e Caserta, le società usate per l’imbroglio hanno sede a Prato (due), in Slovacchia e in Bulgaria.Il giochino, che tecnicamente si chiama “truffa carosello” lo hanno scoperto i finanzieri del Nucleo di polizia economica e finanziaria di piazza Mercatale, che hanno denunciato sei persone (cinque prestanome e il vero artefice della truffa, residente in Lombardia).

Scambio di soldi, scattano le manette

AVEVA fissato l’appuntamento con le clienti nel parcheggio del Mc Donald’s, uscita di Prato Est. La motivazione era quella di ricevere da loro i soldi che avrebbero permesso alle due cinesi di mettersi in regola col fisco grazie alla conciliazione appena conclusa con la commissione tributaria.

Il sogno delle nuove generazioni

UN SOGNO chiamato integrazione. Così Wang Liping, portavoce di Cna World China, ha definito, durante l’iniziativa ‘Competitività, sicurezza, legalità. Le imprese cinesi per lo sviluppo del territorio’ il percorso portato avanti dal raggruppamento di cui è rappresentante.

Assegni scoperti e acquisti di lusso. Tre in manette

TRE persone, fra cui un imprenditore pratese pregiudicato, sono state arrestate in esecuzione di una misura di custodia cautelare nell’ambito di indagini, coordinate dalla procura di Firenze e condotte da guardia di finanza e carabinieri, su una presunta associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla bancarotta fraudolenta conseguente alla distrazione di beni e somme di denaro che hanno portato al fallimento di una società cooperativa: 8,4 milioni di euro il passivo accertato. Figura centrale delle indagini, secondo quanto spiegato dagli investigatori, era un fiorentino di 62 anni, destinatario anche di una misura di prevenzione patrimoniale. Sono finiti in manette l’imprenditore pratese e un altro fiorentino. Cinque i denunciati. Il 62enne, che ha alle spalle più condanne penali e 27 anni scontati in carcere, sarebbe stato l’amministratore di fatto di una società cooperativa che acquistava beni e servizi, da auto a polizze assicurative a ingenti quantità di prodotto gastronomici, con assegni bancari scoperti, grazie a «conti correnti di comodo» «appositamente aperti al fine di ottenere i carnet di assegni». Le indagini sono partite da accertamenti patrimoniali sul 62enne, che avrebbe avuto un patrimonio non compatibile con i redditi dichiarati. Sono state sequestrate due società a Firenze e attive nel settore di bar e ristoranti, uno dei quali ad Altopascio.

Nella ditta rispunta il dormitorio

UNA VALANGA di irregolarità fra cui un dormitorio e una cucina abusivi. Da tempo, oramai, non si trovavano dormitori all’interno delle ditte. «Sorpresa» che, invece, è arrivata dal blitz multiforze organizzato dal Nucleo Investigativo dei carabinieri forestali di Prato in due capannoni, in via Brescia e via Roncioni, occupati dal altrettante ditte a conduzione cinese, confezione «Bea» e «Lin».