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Voucher alle startup innovative per valorizzare brevetti e investimenti

Nuovi incentivi per le startup che puntano a valorizzare i propri brevetti e, in generale, gli investimenti tecnologici e digitali effettuati. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale serie generale n. 283 del 3 dicembre, entra nella piena operatività il voucher 3I, disciplinato dal decreto Mise del i8 novembre, che mette a disposizione ben 6,5 milioni di euro per l’anno in corso e altrettanti per ciascuno dei due successivi: quindi, in totale, oltre 19 milioni

Agevolazioni alle battute finali

L’iper-ammortamento sarà accessibile nella forma attuale per un solo mese ancora, poi sarà oggetto di proroga o riforma da parte della legge di Bilancio per il 2020. Tra l’iniziale ipotesi di proroga secca dell’agevolazione pilastro di Industria 4.0 e di sua sostituzione con un sistema di crediti d’imposta, le imprese sono chiamate a valutare, per gli investimenti in programma nel breve, se sfruttare l’attuale impostazione degli incentivi del programma Industria 4.0 o se rimandare interamente gli investimenti al 2020, scommettendo sull’ipotetico maggior beneficio della nuova impostazione che emergerà con l’approvazione della legge di bilancio.

Bonus fiscale subito agli imprenditori che mettono i capitali

Il modello economico Paese è basato su oltre 5 milioni di imprese, direttamente e indirettamente da loro derivano occupazione, tasse, contributi previdenziali. Meno di un quinto sono società di capitali, il restante di persone o individuali, sparuto ma consistente il gruppo di imprese non profit e quindi esautorate dalla tassazione.

Imprese italiane più competitive grazie agli eco-investimenti

Negli ultimi dieci anni il cambiamento più radicale è stato nella mentalità e nella cultura delle aziende. Gli investimenti in prodotti o processi produttivi in chiave «green» erano, all’inizio, di natura episodica, spesso limitati alle imprese più innovative o all’avanguardia, oppure vissuti come un obbligo per adeguarsi alle normative.

Il Paese delle formichine. Più denaro e investimenti

Siamo un Paese di formichine. Anche se la propensione al risparmio degli italiani non è più come un tempo a doppia cifra, gli anni di crisi hanno colpito molto di più i consumi rispetto alla capacità degli italiani di mettere in cassaforte una parte del reddito