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Pagamenti, il pubblico accelera

C/ è un dato confortante che emerge dalla ventunesima edizione del Report sui pagamenti in Europa, realizzato anche quest’anno da Intrum, il gruppo nordeuropeo noto in Italia per aver rilevato, nel dicembre scorso, una parte importante degli attivi non performanti di Intesa Sanpaolo. Il dato è legato ai tempi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione: nel 2017 il dato medio si attestava sui 104 giorni, circa tre mesi e mezzo. Un’enormità. Nel corso del 2018 il tempo di pagamento è di molto diminuito, posizionandosi mediamente a 67 giorni, due mesi e una settimana. «Ci sono due fattori che vanno considerati entrando nel merito di quello che, comunque, è un segnale positivo per le imprese italiane che sono in affari con la pubblica amministrazione — dice Stefano Marchetti, direttore delle operations nella sede italiana di Intrum -. Persiste infatti un ritardo marcato nel settore dei lavori pubblici, nella cantieristica e nei subappalti, che questa ricerca non ha intercettato. Mentre la sanità, che è un grande capitolo di spesa pubblica, ha saputo individuare nella cessione dei crediti una via per migliorare il rapporto con i propri fornitori». Sintesi Il report di Intrum è una colossale e recente analisi sulla salute del sistema economico continentale. L’indagine è stata condotta contemporaneamente in 29 Paesi europei tra il 31 gennaio e il 5 aprile 2019, per cui il termometro è particolarmente indicativo dello stato recente dell’economia, visto anche che sono stati raccolti i dati di n.856 aziende in tutta Europa, di cui 56o in Italia. Il ritardo nei pagamenti ha effetti pesantissimi sulla vita delle aziende. Gli intervistati da Intrum evidenziano come ci siano riflessi significativi in termini di perdita di reddito, contrazione della liquidità, ostacolo alla crescita dell’azienda e persino mancata assunzione di nuovo personale. La sintesi di questa vasta mole di dati è adisposizione perla parte italiana sul sito www. intrum.it, da cui si evince che anche se la pubblica amministrazione paga prima, le aziende italiane non ritengono di aver risolto i loro problemi. Il pessimismo, ed è questo il dato negativo, coinvolge un numero sempre più ampio di operatori. In Europa solo la Grecia ha evidenziato un tendenza al veder nero superiore a quella registrata in Italia. E questo è un fattore in grado di condizionare pesantemente l’andamento economico. Riforme Una svolta potrebbe arrivare dalla riforma del codice fallimentare, approvata nell’aprile di quest’anno, che entrerà in vigore 1115 agosto 2020. «L’idea generale di questa riforma — spiega Marchetti — è la prevenzione. Il codice della crisi stabilisce che la prevenzione debba essere realizzata al di fuori dei tribunali, in una più moderna accezione del diritto fallimentare che trae spunto dalle logiche che regolano i contenuti del Chapter n americano. In Italia, negli ultimi vent’anni, sono finite mediamente in procedura, tra concordati e fallimenti, circa u mila aziende all’anno. Con l’entrata in vigore del nuovo codice saranno ventimila aziende ogni anno a finire sotto osservazione. Sarà richiesto un cambio di mentalità importante, ma gli effetti saranno migliorativi per le aziende, perché se si interviene in tempo, la possibilità di evitare crisi maggiori aumenta». La riforma dovrebbe incidere anche sui tempi medi di recupero. 11 numero delle aste immobiliari che vanno deserte è ancora molto elevato, circa 1’85 per cento del totale e poco conta che il picco si sia toccato nel 2015 con 1193 per cento. Una maggiore efficienza e minori tempi rappresentano l’obiettivo da raggiungere. Attualmente, Intrum gestisce circa 43 miliardi di euro di Non performing loans. Una cifra che, nel 2006, rappresentava il totale delle sofferenze italiane.

Pagamenti tra aziende con più ritardi e insolvenze

Imprese in pesanti difficoltà finanziarie che pagano in ritardo i fornitori oltre a ritardi intenzionali per finire con l’inefficienza amministrativa. Questi i tre mali che nel 2018 sono cresciuti di più penalizzando le imprese italiane

Pagamenti, la Pa taglia i tempi ma il Centro-Sud resta indietro

La Pubblica amministrazione italiana ha cominciato a rispettare i tempi di pagamento delle forniture imposti dalla legge. Almeno nella sua media, anzi, sono riuscite a liquidare le fatture con un giorno di anticipo rispetto alla scadenza Ma non al Sud.

Pagamenti rapidi a tutti i fornitori nel primo trimestre

Comune virtuoso nei pagamenti ai fornitori. Secondo l’elaborazione dei tempi medi di pagamento per il primo trimestre 2019, dal 1° gennaio al 31 marzo, per l’acquisto di beni, servizi, prestazioni professionali, forniture ed esecuzione di opere e lavori, l’indicatore è stato pari a -3,29 giorni, ovvero il Comune paga tre giorni prima delle scadenze. Il dato è migliorato rispetto al primo trimestre del 2018.

L’Azienda Italia frena, pagamenti più difficili

«Incassare inizia ad essere più faticoso, da fine 2018 il clima è cambiato». «Alla scadenza del mese 16 aziende su 100 ancora non pagano, vediamo difficoltà crescenti». I racconti di Maurizio Brunetti e Roberto Daverio, credit manager rispettivamente di Aniston Thermo e Adecco group, calano in termini aziendali le rilevazioni statistiche