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Perdere il lavoro, non la pensione

MILANO Oltre alle mamme-lavoratrici e imprenditrici, Intesa Sanpaolo ha pensato anche a sostenere le persone che, a causa della perdita del lavoro, faticano a ricollocarsi con contratti precari o con un impiego lontano dalla loro esperienza professionale.

Allarme: errori nelle pensioni

PRATO Brutta sorpresa per i pensionati. Il cervellone dell’Inps è andato in tilt e così anche per centinaia di pratesi, come per altri 100mila in tutta Italia, l’assegno di gennaio si è rivelato un colpo al cuore. Per un errore, infatti, gli importi pagati dall’ente di previdenza sono risultati inferiori a quanto dovuto. Talmente inferiori che in città c’è stato anche chi si è visto arrivare un assegno di reversibilità di appena quattro euro.

In pensione a 64 anni, si cambia dal 2022

ROMA Non è neanche spuntata all’orizzonte, ma già i sindacati e il ministro del Lavoro stanno provvedendo, chi più chi meno, a impallinarla. O, comunque, a minarne il cammino: eppure la cosiddetta quota 102 per il pensionamento anticipato, intesa come somma di 64 anni di età e 38 di contributi, potrebbe prendere realmente il posto di quota 100 alla scadenza dell’attuale meccanismo (dal 2022) o addirittura prima, nel 2021.

Vedove e figli, occhio alle sorprese. Come può cambiare la pensione

L’allarme dei tagli alle pensioni di reversibilità e invalidità è durato lo spazio di pochi giorni. Urlato da alcuni giornali e rilanciato sui social, ha fatto davvero credere che il governo Conte 2 avesse messo le mani nelle tasche dei 4,4 milioni di pensionati. In realtà, la norma introdotta nel 1996 dal governo Dini non è cambiata. Ma qualcosa di nuovo c’è: come ogni anno, gli importi varieranno – saranno ritoccati al rialzo, seppure di poco – per effetto della cosiddetta perequazione, cioè quel sistema di rivalutazione delle pensioni (tutte) che consente di ancorarle al costo della vita. E con il cosidetto minimo (passato dai 513,01 euro del 2019 ai 515,07 euro del 2020) cambiano anche le fasce di reddito sulla base delle quale si decide la riduzione dell’assegno per il superstite (coniuge o figli o nipoti). Ma andiamo in ordine.cosa cambiaDal 1° gennaio 2020 le pensioni sono state rivalutate dello 0,4%. Tale percentuale incide e dunque fa cambiare l’importo del cosiddetto trattamento minimo che, essendo la base di calcolo – non solo per chi percepisce una pensione di reversibilità al 100% ma anche per il calcolo dei limiti al di sopra e al di sotto dei quali vengono applicate le percentuali fisse di decurtazione in funzione del reddito personale del beneficiario della reversibilità – fa sì che le variazioni si riverberino a cascata su tutti. la quota che spettaLa pensione di reversibilità decorre dal mese successivo alla data del decesso del pensionato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda. Al superstite, vedovo o vedova, spetta: il 60% dell’assegno del coniuge scomparso, che sale all’80% in presenza di un figlio; nel caso di due o più figli al superstite andrà il 100% di quanto percepiva il deceduto. Per esempio: a una vedova sola il cui marito aveva una pensione mensile da 1.500 euro lordi andranno 900 euro lorde (il 60%), cioè circa 810-820 euro nette al mese. Ma attenzione: la pensione di reversibilità è soggetta a una riduzione se il beneficiario ha redditi propri, fatta eccezione per il caso in cui siano titolari o contitolari della pensione figli minorenni, studenti o inabili. La regola numero 1Maggiore è il reddito personale che il vedovo o la vedova possiede, più pesante è la riduzione dell’assegno mensile di reversibilità. La regola è ferrea ma non nuova: è così dal 1° gennaio 1996 per effetto della Legge n. 355 del ’95 passata alla storia come Riforma Dini.Tornando all’esempio, le 810-820 euro nette al mese percepite dalla vedova il cui marito godeva di una pensione di 1.500 euro lorde saranno decurtate se lei ha un reddito “personale” superiore a una certa soglia. riduzioni da reddito E subirà una diminuzione fino al 25% (“fino a” perché ci sono norme di salvaguardia) se il suo reddito è superiore a tre volte il minimo annuo (bisogna calcolare 13 volte l’importo in vigore al 1° gennaio): e cioè, se ha un reddito superiore a 20.087,73 euro (515,07 x 3 = 1.545,21 x 13) e fino a quattro volte il trattamento minimo x 13 (26.783,64 euro), le 900 euro lorde mensili scenderanno al massimo a 675 euro lorde (-25%). Subirà una riduzione fino al 40% tra 4 e 5 volte il minimo, cioè tra 26.783,64 e 33.479,55 euro di reddito: le 900 euro lorde mensili scenderanno a 540 euro (-40%). E, infine, avrà una decurtazione del 50% oltre 5 volte il minimo, ossia oltre 33.479,55 euro di reddito (assegno dimezzato a 450 euro). Con un reddito inferiore a 20.087,73 euro (fino a tre volte il minimo x 13) nel 2020 non ci saranno riduzioni. cosa fa redditoContribuiscono all’ammontare dell’importo del reddito del coniuge superstite, sulla base del quale scattano le percentuali di decurtazione, tutte le tipologie di reddito assoggettabili a Irpef: e dunque, la propria pensione “diretta”, redditi da lavoro dipendente o da collaborazioni; pensioni dirette all’estero, redditi da lavoro all’estero. È esclusa invece la prima casa, gli arretrati percepiti soggetti a tassazione separata, il Tfr, i trattamenti assistenziali come il riconoscimento dell’invalidità civile.OCCHIO ALLe FASCEDunque, per effetto del nuovo minimo, che genera a cascata nuove fasce di reddito, qualcuno potrebbe passare da uno scaglione all’altro: a volte basta una piccola entrata in più o in meno per far cambiare nettamente la pensione di reversibilità.

In pensione dal 2020, la guida

Il destino di Quota 100 si deciderà, con tutta probabilità, con la manovra per il 2021, ma per l’anno appena cominciato questo canale di uscita è confermato in pieno.

Ecco chi gioca d’anticipo Possono bastare 56 anni

Il 2020 apre la possibilità della pensione di vecchiaia per i nati nel 1953. Uomini e donne, che raggiungeranno i 67 anni nel corso dei prossimi 12 mesi, potranno lasciare il lavoro con quella che è la via principale per il pensionamento: oltre all’età, saranno sufficienti 20 anni di contributi.