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Pensioni, tutte le ‘finestre’ per lasciare il lavoro

TRE MESI di attesa in più per lasciare il lavoro. Sarebbe questa una delle modifiche a quota 100 di cui sta discutendo in questi giorni il governo, in vista della prossima legge di bilancio. Attualmente le finestre di uscita sono infatti di tre mesi per i lavoratori privati e di sei per i pubblici. Al vaglio l’ipotesi di un allungamento della finestra per chi matura i requisiti il primo gennaio 2020: fino al primo luglio, e quindi sei mesi di attesa, per i privati e fino al primo ottobre, quindi nove mesi, per i dipendenti pubblici.

Assedio ai patronati: «I lavoratori temono novità peggiori»

QUOTA 100 non si tocca almeno fino al 2021. Ma le voci che si sono rincorse di una possibile revisione del provvedimento hanno portato a quella che sta rischiando di diventare una fuga dal lavoro verso la pensione. E’ quanto rileva Marco Manfredini, responsabile toscano del patronato Inas Cisl.

Caccia a 3,5 miliardi, rissa su quota 100

L’ACCORDO non c’è. E, così, il vertice di maggioranza che avrebbe dovuto mettere nero su bianco i capitoli della prossima manovra economica, slitta continuamente. Probabilmente si svolgerà stasera, salvo tempi supplementari domani

Pensioni, stretta su Quota 100. Uscite più rare e addio nel 2022

‘STERILIZZARE’ Quota 100, allungando di tre mesi le cosiddette finestre di uscita, per il 2020 e il 2021, con l’obiettivo di ridurre la spesa. E prepararsi a fronteggiare, dal 2022, la fine del meccanismo, con nuovi strumenti di flessibilità previdenziale.

Pensioni, spunta la rivalutazione

Il governo apre ai sindacati sulla rivalutazione delle pensioni. Si terrà venerdì a Palazzo Chigi un tavolo tecnico su questo tema e i sindacati sperano di poter strappare qualche novità positiva sul tema dell’adeguamento all’inflazione dei trattamenti previdenziali.

Quota 100, torna lo scalone di 5 anni

Il primo a segnalare che l’uscita dalla sperimentazione di “Quota l00” non sarebbe stata indolore è stato il senatore del Pd Tommaso Nannicini, allora ai banchi dell’opposizione.