Seleziona una pagina

La Questura prepara le denunce. E s’infiamma la polemica politica

PRATO Dalla piazza ai piani alti della politica fino alla procura della Repubblica. Tre luoghi fra loro diversi, ma tutti interessati agli sviluppi della manifestazione che sabato ha portato in centro un migliaio di dimostranti dopo le multe che avevano colpito, nelle scorse settimane, gli operai della Superlativa. Intanto c’è il risvolto penale, perché come sabato aveva annunciato il questore Alessio Cesareo parlando con La Nazione, si attende una raffica di denunce contro quei manifestanti che hanno aggirato le prescrizioni imposte dalla Comitato di ordine e sicurezza pubblica e hanno raggiunto piazza del Comune.

Il corteo di tutti contro tutti

PRATO La fontana del Bacchino sommersa dalle bandiere rosse, la scalinata di Palazzo Pretorio ricoperta dagli striscioni dei manifestanti. Ma soprattutto la tensione palpabile quando il corteo, intorno alle 17 di ieri, ha dribblato le transenne di piazza San Marco e ha violato la prescrizione entrando nel cuore del centro, sulle note di «Prato è libera». Qualche passante, spaventato, si è rinchiuso dentro ai negozi con le commesse che tenevano le mani sulle porta per bloccare gli accessi, mentre i manifestanti correvano verso piazza del Comune.

I Si Cobas aggirano i blocchi della polizia e in piazza del Comune parte una carica

PRATO. Ultimi momenti concitati in piazza del Comune ieri sera, mentre i manifestanti stavano defluendo verso piazza San Francesco passando da via Cairoli. È stato allora che qualcuno dei dimostranti ha gettato un petardo a terra creando scompiglio e paura nella piazza, con l’intervento poi degli uomini della celere, il reparto mobile della polizia, che ha respinto una parte dei manifestanti che stavano scendendo dalla balaustra di Palazzo Pretorio manganellandone alcuni.

Biffoni: «Prefetto e questore diano una spiegazione»

PRATO. «Pretendo che prefetto e questore diano una spiegazione di quanto è accaduto oggi a Prato». É su tutte le furie il sindaco Matteo Biffoni per come è stata gestito l’ordine pubblico. «E’ inaccettabile che chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico abbia consentito ad un corteo di mettere a rischio la città in un sabato pomeriggio in cui le famiglie vanno in centro con i propri bambini a fare acquisti. L’autorizzazione della questura era fino a piazza San Marco, non so cosa sia successo ma i manifestanti hanno percorso tutto il centro fino a piazza del Comune».

Donne vittime di violenza. C’è un’escalation di arresti

PRATO Cresce il numero delle donne vittime di violenza. Lo dicono le forze dell’ordine, lo testimoniano i centri antiviolenza. I numeri dei carabinieri sono eloquenti: rispetto alle 11 denunce e ai due arresti registrati nel 2018 si è passati quest’anno a ben 30 denunce e 12 arresti per maltrattamenti e violenze. Un dato allarmante, che arriva nell’anno in cui è entrata in vigore la legge del ’Codice rosso’ che ha introdotto modifiche e disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.