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Data Pubblicazione: 12/08/19
Pubblicato in: Aziende, Rifiuti
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Pubblicato su: L'ECONOMIA DEL CORRIERE DELLA SERA

L’emergenza rifiuti è all’ordine del im giorno nell’estate italiana, con roghi sempre più gravi negli impianti di trattamento, sommersi dal pattume per carenza di strutture di smaltimento. A questa deriva si oppone Herambiente, attiva nel recupero di materiali e smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi, speciali e pericolosi, con il suo impegno nell’ampliamento di capacità del parco impianti, che già conta una novantina di strutture in tutta Italia, per trattare oltre 6 milioni di tonnellate all’anno di rifiuti. Nel primo semestre dell’anno, con più di 6o milioni di euro d’investimenti, la società della multiutility emiliana Hera ha inaugurato un nuovo impianto per il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi a Cordenons, in provincia di Pordenone, e ha acquisito Pistoia Ambiente, che gestisce la discarica di Serravalle Pistoiese e l’annesso impianto di trattamento per i rifiuti liquidi, entrambi collocati in una posizione strategica, che consente di rafforzare la filiera dei rifiuti industriali e dei servizi ambientali alle imprese. Rispetto ai rifiuti urbani, quelli industriali, che costituiscono l’8o% del mercato, richiedono sistemi di gestione altamente professionali e impianti di trattamento all’avanguardia. «Oltre a tutelare l’ambiente, una gestione sostenibile dei rifiuti rappresenta un elemento fondamentale per migliorare la competitività dell’impresa, perché impatta positivamente sull’ottimizzazione dei processi gestionali e contribuisce alla politica di sostenibilità aziendale», dice Andrea Ramonda, amministratore delegato di Herambiente. Con l’obiettivo di razionalizzare l’offerta, Herambiente ha avviato un processo di consolidamento di un mercato molto frammentato, a partire dalla recente incorporazione in Herambiente Servizi Industriali (Hasi) della società del gruppo Waste Recycling. L’ingresso in Hasi delle tre sedi polifunzionali toscane di Waste Recycling consentirà il conferimento di più tipologie di rifiuto su una stessa piattaforma. Con questa fusione, i volumi trattati da Hasi raddoppiano passando da 55o mila a un milione di tonnellate all’anno, provenienti principalmente da chimico-farmaceutico, petrolchimico, siderurgico ma anche manifatturiero e alimentare. Lo stesso per i clienti, che da i.5oo diventano tremila, soprattutto piccole e medie imprese ma anche 25o grandi clienti. I dipendenti passano da 40 a Zoo e il fatturato da 5o a Le milioni all’anno. Queste operazioni, unite all’entrata a regime del nuovo impianto perla produzione di biometano a Sant’Agata Bolognese, perla cui realizzazione sono stati investiti 37 milioni di euro, rappresentano una risposta concreta alla carenza impiantistica complessiva del Paese, che ha portato al surriscaldamento dei prezzi del conferimento dei rifiuti non riciclabili, creando un forte disincentivo per gli operatori a farsi carico di questi costi e portando quindi spesso ai roghi indiscriminati

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