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Data Pubblicazione: 13/01/20
Pubblicato in: Politica
Scritto da: Ettore Maria Colombo
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

ROMA Il «partito nuovo», e non per forza «un nuovo partito» che ha in mente Zingaretti e che vuole prendere il largo oggi con il seminario-ritiro organizzato nell’abbazia di Contigliano, nel reatino, deve guardarsi da due scogli. Il primo è di perdersi dietro una sterile polemica con Italia Viva che imputa al Pd una visione, come accusa proprio Renzi intervistato ieri dal Corsera, da old Labour. «Se scelgono il modello stile Corbyn ci aprono un’autostrada» dice, puntuto, l’ex leader dem. L’ordine di scuderia è non rispondere alle provocazioni dei renziani, quindi nessuno fiata. Diverso, ma parallelo, è il rapporto con le Sardine. Nel Pd non vedono l’ora di annettersele (l’8-10% cui sono quotate sono di fatto quasi tutti voti tolti al Pd), ma non possono (né vogliono) giocare sporco. Quindi, anche qui, grandi sorrisi e ammiccamenti, ma nessuna reazione ufficiale all’intervista che il leader dei ’pescetti’, Mattia Santori, ha dato su Rai3. «Il Pd si è messo in discussione e gli va dato atto – dice Santori –. È il partito che ci ha dato più ascolto e mostra un’apertura vera verso di noi». Parole molto apprezzate, pur se condite dall’ovvia precisazione di Santori che «per noi è troppo presto per capire se partecipare a questa fase, siamo in fase di gestazione». Insomma, il dialogo è partito. Le Sardine terranno il loro congresso, per ora sui generis, a metà marzo, forse l’8, giorno della Festa della Donna, e il Pd terrà il suo o a metà giugno, se la legislatura prosegue, o a fine anno, se intervenissero elezioni anticipate o altri fatti. Il congresso del Pd – che probabilmente cambierà nome e simbolo: il più gettonato è «I Democratici», idea di Bettini e lanciata da Morassut, ma gira anche il nome «Progressisti» – sarà un congresso finto, cioè a tesi (come quelli della Cgil) se Bonaccini vincerà le elezioni in Emilia-Romagna e il governo, alleanza con l’M5s in testa, andrà avanti serena. Sarà, invece, un congresso vero, quindi con candidati alternativi all’attuale segretario, in caso di sconfitta in Emilia. Ma anche con la tenuta della Regione, potrebbero esserci sorprese. Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, potrebbe scendere in campo per Base riformista, l’area Martina e l’area Franceschini potrebbero cercare un loro campione in alleanza, l’area Orfini avrà un suo nome. Ma se questo è il futuro, il presente non è meno problematico specie sui temi nell’agenda di governo che proprio il seminario di due giorni esaminerà. Il Pd, spinto anche dalle Sardine, che ne pretendono l’abrogazione, chiederà il superamento dei decreti sicurezza di Salvini e rilancerà sullo ius culturae, oltre a proposte su fisco, welfare, lavoro. «Serve discontinuità dal Conte I», diceva ieri Santori e dirà Zingaretti oggi. Il braccio di ferro, con l’M5s, è assicurato.

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