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Data Pubblicazione: 09/02/19
Pubblicato in: Economia locale
Scritto da: Cosimo Firenzani
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

IL POTERE d’acquisto resta lontano dai livelli pre-crisi e i soldi, quando ci sono, restano fermi. In altre parole: dal 2008 la liquidità è cresciuta del 17% ma i consumi rimangono stagnanti (-2% negli ultimi 10 anni). È la situazione delle famiglie italiane che emerge dalla ricerca ‘Miti dei consumi, consumo dei miti’ voluta da Conad e realizzata dal Censis. Il 70,5% degli italiani, tra l’altro, è convinto che nei prossimi dodici mesi non potrà spendere di più per i consumi. Ma non è solo una questione di possibilità economica. C’entra anche l’egoismo. O meglio, l’egocentrismo. «Le famiglie avevano previsto la recessione, per questo hanno continuato a tenere i soldi fermi – spiega Massimiliano Valerii, direttore generale di Censis – Ma il mistero dei consumi non si spiega solo con le variabili economiche. Conta l’immaginario collettivo, in cui vince la potenza della soggettività». Nella ricerca si parla di primato del cosiddetto egopower. Un ego che spazza miti e punti di riferimento: il 90,8% non ha modelli a cui ispirarsi e il 49% (53,3% tra i più giovani) è convinto che oggi chiunque possa diventare famoso. «La crisi che sta attraversando l’Italia non è più solo economica, ma anche sociale: la politica del rancore e dell’intolleranza ha incoraggiato la diffusione di un atteggiamento di chiusura e di ostilità – spiega l’amministratore delegato di Conad, Francesco Pugliese – Ma una società che resta ripiegata su se stessa non può che decrescere». Difficile credere che i consumatori si possano fidare della pubblicità con questo scenario. Secondo la ricerca, infatti, sono 17 milioni gli italiani che nell’ultimo anno non hanno acquistato prodotti perché hanno giudicato la pubblicità fuorviante.

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