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Data Pubblicazione: 24/05/19
Pubblicato in: Illegalità
Scritto da: Sara Bessi
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

IL PIANO regionale «Lavoro sicuro», quello dei controlli nei capannoni, procede spedito. E lo fa con la sua terza fase, iniziata il primo aprile. La differenza d’intervento rispetto alle prime due tranche la sottolinea Renzo Berti, responsabile del progetto regionale: «Stiamo affinando i controlli ed estendendo l’attività ispettiva ai giorni festivi e nelle fasce notturne. In futuro ci sarà anche il coninvolgimento di altre forze di controllo». Le verifiche sulle aziende cinesi presenti nei territori di Prato, Pistoia, Firenze ed Empoli proseguiranno almeno fino al 2020, «in base a quanto stabilito dalla Regione Toscana», spiega Berti. «I risultati ci sono e sono confortanti, ma bisogna insistere perché il profilo di regolarità delle attività si verifichi indipendentemente dal nostro passaggio». GLI ISPETTORI in servizio per «Lavoro sicuro» stanno già lavorando tenendo ben presenti le peculiarità della terza fase. «Siamo partiti dai maggiori profili di rischio relativi alla sicurezza, in particolare dalla promiscuità di lavoro-dormitori-cucine, fino ad allargare lo spettro di azione ad altri parametri, ad esempio quello della formazione. Il pressing che stiamo tenendo è alto: sono circa duemila le ispezioni che effettuiamo ogni anno. L’altra novità importante riguarda l’idea di estendere i controlli ai giorni festivi e agli orari notturni. La sensazione è che ci sia stato un adeguamento da parte delle aziende straniere, che cercano di evitare i controlli. In alcuni contesti, ad esempio di notte, sarebbe comunque auspicabile il supporto di altre forze di controllo. Si sta discutendo proprio della necessità di attivare delle sinergie». E i risultati del pressing ci sono? Berti non ha dubbi: «La situazione è migliorata e lo dimostrano i numeri. Ad esempio c’è una netta riduzione del numero dei dormitori abusivi, calati di circa il 90%. In netto calo anche il numero degli impianti elettrici non a norma: in questo caso siamo al 70%) Anche le notizie di reato hanno subito una flessione del 40%. La situzione è migliorata, ma certo non è tale da poter lasciare la presa». La strada tracciata dalla Regione a seguito del drammatico rogo di via Toscana, dove persero la vita sette operai cinesi, sembra quella giusta. «Adesso dobbiamo insistere perché l’obiettivo è di arrivare alla prevenzione primaria, ovvero a ad una situazione di regolarità che prescinde dal nostro intervento. Ma ribadisco: i profili di irregolarità sono migliorati. Quasi il 50% delle aziende che visitiamo si trovano in regola».
A BREVE ci sarà anche un rafforzamento dell’organico degli ispettori. «Il loro numero si è ridotto di circa 20 unità. Siamo partiti con 74, dei quali 50 a Prato, 14 a Firenze, 8 a Empoli e due a Pistoia. Oggi invece ne abbiamo 31 a Prato, 15 a Firenze, 7 a Empoli e 1 a Pistoia. Abbiamo effettuato diverse stabilizzazioni e ci sono stati dei trasferimento. Le perdite saranno colmate con il concorso al quale hanno partecipato 700 candidati: presto uscirà la graduatoria di Estar. Si spera di assumere una ventina di ispettori entro il mese».

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