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Data Pubblicazione: 11/07/19
Pubblicato in: Evasione fiscale
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Pubblicato su: CORRIERE DELLA SERA

«Sulle tasse ho sentito parlare di strani condoni. Il Movimento di condoni non ne farà mai». E ancora: «Troviamo assurdo che, quando si parla di tasse, il primo pensiero di qualcuno sia fare regali ai grandi evasori. Per noi i grandi evasori vanno in carcere». Il giorno dopo l’annuncio della Lega per una nuova pace fiscale, il condono inserito nella legge di Bilancio dello scorso anno, è il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio a sbarrare la strada agli alleati di governo. Non entra nel merito delle singole proposte, il vicepremier. Ma scava la trincea per una guerra di posizione che andrà avanti tutta l’estate. Nel Movimento, però, ci sono anche posizioni meno nette sulla pace fiscale. Laura Castelli, viceministro dell’Economia, parla di un «tema trasversale» a condizione che «nessuno s’inventi strani condoni o operazioni di libertà». Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, invece, si rifugia in una battuta quando gli chiedono cosa pensa del pacchetto di misure allo studio della Lega: «Io sono pacifista per natura», scherza a margine di un convegno a Milano. Anche se è chiaro che proprio dalla pace fiscale potrebbero venire una parte delle risorse da trovare perla prossima legge di Bilancio, preoccupazione numero uno per lo stesso ministro dell’Economia. Lo scontro frontale sul Fisco riapre un fronte che proprio ieri mattina sembrava chiuso. A ora di pranzo il vicepremier Di Maio dice di essere «contento che in queste ore si sia raggiunto un accordo di maggioranza sul salario minimo», che una proposta del Movimento 5 Stelle vorrebbe fissare a nove euro l’ora. Nell’accordo ci sarebbe anche il taglio del cuneo fiscale, cioè delle tasse sul lavoro, che potrebbe compensare l’aggravio dei costi a carico delle imprese che deriverebbero proprio dall’applicazione del salario minimo. In realtà Di Maio sta cercando di forzare la mano. Un paio di ore dopo arriva la risposta del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, in quota Lega: «Abbiamo buttato giù alcune idee ma l’accordo ci sarà solo se l’operazione sarà a costo zero per le imprese. Già oggi l’Italia ha il più al• La parola SALARIO MINIMO La proposta del Movimento 5 Stelle è di introdurre un limite minimo di retribuzione oraria di 9 euro per ogni dipendente e co.co.co. a prescindere dall’attività svolta, dal settore produttivo e dal contratto collettivo applicato to costo del lavoro, e non possiamo gravare ancora sulle imprese, specie su quelle piccole e medie». L’intesa ancora non c’è e questo perché il taglio delle tasse del lavoro viene inteso in modo diverso: perla Lega dovrebbe contenere i costi delle aziende in modo da compensare Il salario minimo; per il Movimento 5 Stelle, invece, dovrebbe almeno in parte far salire la busta paga dei lavoratori. A fine giornata lo stesso Di Maio ammette che siamo ancora in alto mare, dicendo alla Lega che «non è più tempo di aspettare». Tutto questo proprio nel giorno in cui Ursula von der Leyen, candidata presidente della Commissione europea, dice di voler «avere il salario minimo in ogni Paese». Sempre dalla Commissione europea arrivano notizie negative sulla crescita della nostra economia: con il Pil che sale dello 0,1% nel 2019 e dello 0,7% nel2o2o l’Italia resta ultima per crescita in entrambi gli anni. In fondo alla classifica c’è anche la Germania con lo 0,5% quest’anno. Ma con un recupero nel 2020 al + 1,4%.

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