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Data Pubblicazione: 28/10/19
Pubblicato in: Servizi, Sociale
Scritto da: Giuseppe Catapano
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

Migliaia di richieste al mese, contatti da tutta Italia. Assistenza Amica costituisce il principale esempio di cooperativa sociale che fornisce supporto alle famiglie attraverso servizi di assistenza domiciliare non sanitaria per anziani e disabili. Una realtà nata a Piacenza nel 2002, per un marchio in uso alla coop Santa Lucia con 14 filiali, da Milano e Roma, e una prospettiva di ulteriore crescita. «Il mercato è in espansione – osserva Giuseppe Encedi, ad di Assistenza Amica – e, dopo l’apertura di una sede a Parma, abbiamo in programma di arrivare anche a Genova e Torino». In realtà il servizio è già attivo in tutta Italia. Con una differenza (minima) che riguarda i tempi. «Nelle città in cui c’è una nostra sede siamo in grado di soddisfare la clientela in uno o due giorni, dove non ci siamo al massimo in tre o quattro. Ma riusciamo a coprire l’intero territorio nazionale». Questo grazie a una rete di circa 1.800 collaboratori attivi da Nord a Sud, ai quali si aggiungono 150 dipendenti diretti con un’età media inferiore ai 30 anni. Il fatturato si aggira intorno ai 20 milioni di euro annui. «Ci differenziamo dalle altre cooperative o agenzie che svolgono assistenza domiciliare – spiega Encedi – perché non offriamo solamente un servizio di ricerca e selezione di figure professionali, ma anche un sostegno pratico e morale: garantiamo sostituzioni in caso di non idoneità, gratuitamente, e senza obblighi di assunzione da parte di chi si avvale dei nostri servizi». La collaborazione con lavoratori autonomi permette di «essere competitivi sia nei confronti dei collaboratori, che percepiscono un compenso più elevato di quello previsto dal contratto nazionale e ottengono un supporto per qualsiasi aspetto burocratico, come la gestione della partita Iva e il rinnovo dei documenti personali (esempio, il permesso di soggiorno), sia nei confronti dei clienti che non sono mai vincolati a una determinata persona e sono liberi di scegliere». Una badante a casa, senza obbligo di assunzione e senza oneri burocratici a carico delle famiglie, e solo per il tempo necessario: il rapporto di lavoro è completamente in capo ad Assistenza Amica che sgrava il cliente da qualsiasi impegno. «Siamo gli unici – continua l’amministratore delegato – a offrire questo servizio in maniera così strutturata. Chi si rivolge a noi cerca assistenza per persone dai settant’anni a oltre cento. Curando tutta la parte fiscale, diamo anche un contributo all’emersione del sommerso, di cui si parla molto». Il supporto alle famiglie si concretizza «nella capacità di garantire le figure professionali più idonee a seconda delle necessità, nell’offerta di servizi differenziati che vanno dall’assistenza domiciliare convivente, notturna o su base oraria alle prestazioni di assistenza ospedaliera e di collaborazione domestica, ma anche nella possibilità di garantire un supporto continuo grazie a un operatore di riferimento per l’intera durata dell’assistenza». Assistenza Amica ha richieste «soprattutto dalle regioni del Nord, in particolare Lombardia ed Emilia Romagna. Questo per ragioni culturali – osserva Encedi – ma anche per le capacità economiche. Al Sud si tende più a gestire in famiglia certe situazioni. Ma anche lì vantiamo diversi clienti». La città in cui il servizio è più diffuso è Milano (23,78% della clientela), seguita da Roma (9,46%) e Piacenza (5,37%). Per quanto riguarda la gestione dei collaboratori, il ruolo di agenzia di intermediazione, riqualificazione lavorativa e selezione del personale di Assistenza Amica si traduce in particolare nella scelta dei profili più idonei, ma anche «nel supporto per l’inserimento regolare nel mercato del lavoro». Anche in questo caso è la realtà nata a Piacenza a farsi carico degli oneri burocratici. «Trattandosi di autonomi – dice Encedi – non diamo alcuna imposizione: a ognuno sottoponiamo le richieste disponibili, lasciando libertà di vagliarle». Il 22,75% delle figure professionali arriva dalla Romania, il 13,51% dal Senegal, il 12,20% dalla Nigeria. Al quarto posto c’è l’Italia (8,89%). «Inizialmente c’era una forte presenza di Paesi dell’Est Europa, che negli ultimi anni è diminuita. Anche gli italiani si stanno affacciando con più convinzione a questa professione». Apertura di nuove filiali a parte, Assistenza Amica punta anche a «potenziare il software gestionale che è un valore aggiunto perché supporta l’operatore nella ricerca e selezione del personale. Il software associa un collaboratore alle famiglie, effettuando una prima scrematura. Vorremmo brevettarlo». Mentre, a livello politico, continua la discussione sul salario minimo. «Nella formulazione base del disegno di legge si parla di 9 euro all’ora. Questo creerebbe problemi al lavoro domestico, settore che da contratto nazionale ha retribuzioni base orarie più basse». Costi che lieviterebbero per famiglie e aziende e badanti – è stato calcolato – che si ritroverebbero a guadagnare anche più di duemila euro al mese. «Non siamo contrari in assoluto – ragiona Encedi – ma occorrono correttivi con esclusioni di applicazione».

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