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Data Pubblicazione: 02/12/19
Pubblicato in: Sociale
Scritto da: Marilena Chiti
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

PRATO Una tavola con al posto d’onore il volontariato. Insieme, gli studenti, i loro insegnanti e le associazioni di volontariato, con un momento conviviale all’istituto alberghiero Datini, hanno concluso quattro giorni d’incontri e confronto. L’iniziativa è stato messa in campo dalla delegazione pratese del Cesvot- Centro Servizi Volontariato Toscana che raccoglie le associazioni operanti sul territorio. Nelle classi, in quattro giorni, le associazioni hanno raccontato l’esperienze di chi ha scelto, nell’ambito di vari settori, di dedicare parte del proprio tempo al servizio degli altri e gli studenti hanno ripensato la propria vita in un progetto dove partecipazione e solidarietà si mettono in primo piano. L’iniziativa ha coinvolto circa 500 studenti del liceo Livi di Prato e Brunelleschi di Montemurlo, oltre a quelli della scuola media Marcocci di Prato. Con loro, in queste giornate di incontri, alcune associazioni pratesi: Acat, Centro di Solidarietà, Centro di aiuto alla vita, Croce rossa italiana, Sub Prato, Ada, Earth, l’associazione volontari del Centro di scienze naturali. E’ stato un pranzo gioioso con il volontariato e la scuola che camminano insieme. Riflessioni, contributi ed emozioni. Hanno partecipato il vescovo, Giovanni Nerbini; il sindaco Matteo Biffoni; il vicesindaco e presidente della società della salute area pratese, Luigi Biancalani, la consigliera regionale, Ilaria Bugetti. Con loro anche Alessandro Venturi, coordinatore del comitato di partecipazione della società della salute area pratese; Gabriele Alberti, presidente del consiglio comunale, Lorena Paganelli, direttrice società della salute area pratese. «Sono stati quattro giorni intensi – racconta Luisa Peris che dall’aprile 2019 è la presidente della delegazione Cesvot Prato – Il volontariato è entrato dove le nuove generazioni crescono e si istruiscono per promuovere un futuro più solidale e inclusivo. Gli studenti hanno mostrato grande interesse e sensibilità. Le associazioni sono riuscite a far comprendere che essere un volontario vuol dire donare una parte del proprio tempo». E infatti il secondo capitolo di queste esperienza prenderà gambe con la campagna ’Regalaci un giorno’ che decollerà con il nuovo anno. Dopo un’attenta riflessione, in classe, con gli insegnanti, gli studenti potranno spendere un giorno del loro tempo per rimboccarsi le mani impegnandosi in un’associazione di volontariato fra le tantissime attive sul territorio (non soltanto, dunque, in quelle che hanno partecipato alla prima fase del progetto), in relazione anche alle proprie inclinazioni. «I giovani sceglieranno di diventare volontari – prosegue Peris – e il loro esempio sarà moltiplicatore per altri, per sentirsi cittadinanza attiva, parte di una comunità. Imparare a stare con gli altri, anche così si vincono solitudine ed egoismi. I giovani regalano un po’ del loro tempo e ricevono tanto». Poi, a fine anno scolastico, ancora tutti insieme ad animare le piazze cittadine, per far conoscere il mondo del volontariato e le energie dei giovani che hanno imparato a crederci.

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