Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 30/11/19
Pubblicato in: Occupazione
Scritto da: Elena Papa
Pubblicato su: CORRIERE DELLA SERA

In Italia abbiamo delle buone aziende nella fascia delle piccole e medie imprese che, per crescere, avrebbero bisogno del traino di quelle grandi e del pubblico se manca la locomotiva le Pmi sono lasciate a se stesse. Così le migliori vanno all’estero». È il tema affrontato da Vittorio Colao, ex ceo Vodafone Group e special advisor General Atlantic, intervistato ieri dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana. In un momento In cui tanto si parla di innovazione e della necessità di nuovi investimenti strategici per posizionare le imprese italiane ad alti livelli, le singole aziende si trovano a dover modificare il loro modello strategico di business. Le singole imprese dovranno quindi concentrarsi oltre che sull’innovazione tecnologica di processo dell’Industria 4.0, anche sull’innovazione del modello di business. «Per convincere gli imprenditori italiani che per crescere del 20-25% devono avere “ruote e freni nuovi”, come si deve fare»?, chiede il direttore del Corriere. «Devono assumere di più, in Italia abbiamo università buone con punte di eccellenza. Alle aziende italiane manca il coraggio di investire nei giovani, sono loro che danno la spinta innovativa, le grandi idee si hanno intorno ai 32 anni». Nel suo nuovo lavoro Colao ha raccontato di incontrare molte aziende basate in Italia che vendono in tutto il mondo e i giovani non sono diversi come preparazione da quelli che incontra a Stoccolma o a Parigi, quello che cambia è il numero: «Non ne abbiamo ancora abbastanza». Intercettando la spinta d’innovazione tecnologica di Industria 4.o, le Pmi italiane hanno l’opportunità di sfruttare le proprie potenzialità per organizzare le filiere produttive passando da un modello frammentato a uno interconnesso.

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email