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Data Pubblicazione: 02/12/19
Pubblicato in: Burocrazia
Scritto da: Benedetto Santacroce
Pubblicato su: IL SOLE 24 ORE

Nel solco della fatturazione elettronica, il legislatore prosegue nel suo sforzo di combattere l’evasione fiscale attraverso l’introduzione di nuovi obblighi telematici e incentivando in ogni modo il ricorso all’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili. In particolare, le misure proposte dal collegato fiscale (D1124/2019 – in fase di conversione) e dal disegno di legge finanziaria peril 2020 puntano: • a rafforzarel’utilizzo delle fatture elettroniche potenziando i poteri di analisi della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle Entrate; • a completare l’introduzione, per commercianti e artigiani, degli obblighi di memorizzazione e invio telematico dei corrispettivi con progressiva eliminazione degli scontrini e delle ricevute fiscali; • a incentivare il ricorso a pagamenti tracciabili riducendo la soglia di utilizzo tra privati del contante; rendendo menoonerosi i pagamenti tramite carte di debito e di credito; semplificando gli adempimenti dei contribuenti che utilizzano strumenti sicuri di regolamento delle singole transazioni. Il ricorso alla telematica e alle nuove tecnologie per combattere l’evasione è una strategia che il Fisco ha adottato ormai da molti anni, ma certamente i risultati che si attendono dal completamento nel 2020 del processo di telematizzazione della certificazione dei corrispettivi sono particolarmente rilevanti. A dire il vero l’attuazione dal 1° gennaio 2019 dell’obbligo della fatturazione elettronica ha creato un flusso informativo costante che consente agli uffici di realizzare in tempo reale puntuali analisi del rischio con possibilità di intervenire in modo molto più tempestivo su pericolosi fenomeni di frode. Non a caso proprio a questo fine l’articolo 14 del Dl 124/2019 e l’articolo 86 del Ddl della finanziaria 2020 hanno previsto, a favore di GdF e Entrate, la possibilità di utilizzare i file delle fatture elettroniche, memorizzati per 8 anni, per le attività di analisi del rischio e di controllo ai fini fiscali, con possibilità di individuare, in base a specifiche anomalie, i soggetti da sottoporre a verifica. La fattura elettronica che ormai è obbligatoria per tutte le transazioni nazionali, escluse poche eccezioni (contribuenti forfettari o minimi, operatori sanitari e associazioni sportive dilettantistiche) costituisce il primo grande tassello per combattere l’evasione Iva che ha raggiunto un livello non più sopportabile. Questa prima tappa fondamentale è stata affiancata, già nel corso del 2019, dall’entrata in vigore dal 1° luglio scorso, solo peri soggetti con volume d’affari superiore ayoo.000€, dell’obbligo di memorizzazione e d’invio telematico dei corrispettivi tramite registratori telematici, server telematici e procedureweb. Dal1° gennaio 2020 l’introduzione degli obblighi relativi allo scontrino elettronico si estenderanno a tutti i contribuenti (qualunque sia il volume d’affari) che ad oggi sono obbligati all’emissione dello scontrino e della ricevuta fiscale. Un’altra leva indiretta, con cui il legislatore vuole raggiungere l’abbattimento dell’evasione al minuto e non solo è individuabile nella previsione, dal 1° luglio 2020 (il termine è previsto da un emendamento in discussione), della lotteria degli scontrini. In questo modo il consumatore finale concorrerà alla lotta all’evasione attraverso una più puntuale tracciabilità delle operazioni. In effetti, l’articolo 19 del Dl 124/2019 prevede un’esenzione fiscale dei premi derivanti dalla lotteria degli scontrini, nonché premi speciali perle transazioni che vengono regolate con pagamenti tracciabili. Altro versante su cui il legislatore punta perla lotta all’evasione è quellodei pagamenti tracciabili. In primo luogo, l’articolo 18 del Dl 124/2019 prevede una riduzione graduale della soglia dell’utilizzo tra privati del contante. Il limite dovrebbe passare dal 1° gennaio 2020 a13i dicembre del 2021a 2mila euro (ora è di 3mila) e dal 1° gennaio 2022 a mille euro. In secondo luogo, le regole di fine anno prevedono incentivi specifici per invogliare o obbligare i contribuenti afavorire l’utilizzo di carte di debito e di credito. Vengono introdotte alcune specifiche misure per i Pos con creazione di un credito d’imposta per ridurre le relative commissioni bancarie, nonché (emendamento in discussione) consentendo, dal 1° gennaio 2021, ai commercianti al dettaglio una concreta semplificazione di memorizzazione e invio telematico dei corrispettivi per coloro che adottano evoluti sistemi d’incasso, attraverso pagamenti elettronici.

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