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Data Pubblicazione: 09/02/19
Pubblicato in: Burocrazia
Scritto da: Marco Mobili, Giovanni Parente
Pubblicato su: IL SOLE 24 ORE

Il 18 febbraio (il termine slitta da sabato 16) è una data da bollino rosso in quasi tutti gli studi professionali e negli uffici contabili delle imprese. L’autostrada telematica su cui sono passate oltre 130 milioni di fatture elettroniche potrebbe registrare picchi di trasmissione di dati mai sperimentati fino ad ora dal 1° gennaio scorso, ossia da quando l’e-fattura è diventata obbligatoria anche nei rapporti B2B. Fra una settimana esatta, infatti, scade la moratoria delle sanzioni perla tardiva trasmissione delle fatture elettroniche e il cosiddetto “effetto imbuto” mette seriamente a rischio la tenuta dell’intera rete. A temerlo sono i primi attori dell’operazione e-fattura, ossia i dottori commercialisti che ieri, con una lettera del presidente nazionale della categoria, Massimo Miani, inviata oggi al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e al direttore delle Entrate, Antonino Maggiore, tornano a chiedere una proroga al 16 marzo (in realtà anche in questo caso il termine slitta a lunedì 18) della moratoria sulle sanzioni perla tardiva trasmissione delle fatture elettroniche. Non solo. Per Miani occorre subito una complessiva riorganizzazione delle scadenze di febbraio e marzo. Si tratta di interventi che per il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti «non comportano perdite di gettito per l’Erario e sono tesi esclusivamente all’implementazione di un calendario delle scadenze più coerente e gestibile da parte degli operatori».
In attesa di una risposta ufficiale resta sul tavolo quanto dichiarato dal sottosegretario all’Economia, Massimo Garavaglia (Lega), nel suo intervento a Telefisco 2019, secondo cui al momento non è previsto alcun diff erimento della moratoria. «Saremo davvero molto soft in questa prima fase, non vogliamo mettere in difficoltà chi sbaglia in buona fede» aveva aggiunto Garavaglia. Rassicurazioni che hanno però spinto Miani a rinnovare lo stesso la richiesta di uno slittamento a metà marzo della moratoria anche perché nonostante la collaborazione tra Consiglio nazionale e Agenzia nella soluzione dei problemi operativi riscontrati, restano ancora «notevoli difficoltà e incolpevoli ritardi dei contribuenti nell’assolvimento dell’obbligo di trasmissione telematica delle e-fatture al Sistema di Interscambio (Sdi), con una situazione di emergenza che peraltro è destinata ad acutizzarsi» proprio nella prossima settimana quando scadrà la moratoria sulle sanzioni per la tardiva trasmissione delle fatture. La categoria chiede dunque «la proroga di un mese della moratoria sulle sanzioni, fermo restando l’obbligo di computare l’imposta relativa alle operazioni effettuate a gennaio 2019 nella liquidazione periodica in scadenza i116 febbraio». Ma non finisce qui. Peri commerrialisti va rivisto l’intero calendario di febbraio e marzo. Ad esempio il termine del 28 febbraio 2019 per l’ultimo invio dello spesometro andrebbe posticipato «al 15 aprile 2019». Secondo Miani, serve più tempo anche per l’esterometro, da rendere annuale o semestrale. Perora, però, «non essendo ancora disponibili i software» sarebbe il minimo prorogare il termine anche in questo caso del 28 febbraio.

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