Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 05/07/19
Pubblicato in: Aziende, Tecnologia
Scritto da: Fabio Grattagliano
Pubblicato su: IL SOLE 24 ORE

Le grandi infrastrutture tecnologiche e la ricerca delle competenze. L’open innovation e le start up. La manifattura avanzata e le minacce dei nuovi pirati del grande mare digitale. Le nuove strade dell’innovazione ibridano le esigenze rompendo gli steccati dimensionali: multinazionali che si muovono come startup, piccole imprese che collaborano con università e centri di ricerca e facilitano la generazione di opportunità di lavoro legate all’innovazione tecnologica. A Bologna durante gli Innovation Days di ieri si sono confrontate le esperienze di piccoli e grandi protagonisti dell’implementazione della trasformazione digitale nell’industria. Fatta anche attraverso acquisizioni. «Per noi sono 26 dal 2000 – spiega l’ad di Marposs Alessandro Strada – ed è un modo per acquisire competenze e allargare il portafoglio prodotti: il che consente oggi nei sistemi di misura di arrivare oltre i 500 milioni di ricavi». Ma si parte anche dal basso, come dimostra l’esperienza di MindIt Solution, start-up attiva negli algoritmi 4.0. «Entriamo nelle aziende per migliorare la gestione degli impianti, assicurare la manutenzione predittiva e generare un boost dei risultati», ha raccontato il fondatore Alessio Bonfietti. In due anni le tre persone che hanno dato vita alla start-up sono diventate 15, non senza qualche difficoltà: «Spesso manca la fiducia nelle start up e la conoscenza approfondita delle tecnologie di cui siamo portatori – dice Bonfietti -. Ci chiedono se saremo ancora sul mercato tra due anni». Sul palco anche Sonia Bonfiglioli, presidente di Bonfiglioli Riduttori, azienda da 900 milioni di ricavi, con investimenti per oltre i80 milioni negli ultimi cinque anni e 40o assunzioni negli ultimi dodici mesi: «Abbiamo introdotto la figura del digital innovation manager – spiega – ottenendo risultati importanti e avviando un solido progetto di retraining del personale». In questi anni iperconnessi, qualsiasi oggetto diventa un microcomputer e se da un lato le esigenze di formazione del personale aumentano esponenzialmente, allo stesso modo aumentano i rischi di intrusioni e hackeraggio. In un territorio dove gli investimenti in innovazione e di processo sono sensibilmente superiori alla media italiana, l’Emilia-Romagna conferma il proprio orientamento nella realizzazione di attività industriali e servizi ad elevato valore aggiunto, come ha confermato Stefano Menghinello, direttore ricerche di Istat. Territorio quindi di assoluto rilievo anche in prospettiva 5G. «Questa tecnologia – spiega Roberto Collavizza, responsabile Sales Nord Est di Tim -creerà i presupposti per abilitare una grande quantità di nuovi servizi per i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione. Stiamo sperimentando moltissimo e ci stiamo impegnando per rendere disponibile al meglio questa tecnologia. Che offre vantaggi chiari: una velocità dieci volte superiore, una capacità di rimanere stabile anche a soo chilometri orari, con un tempo di reazione da io a so volte inferiore rispetto al 4G. Con la possibilità di connessione contemporanea di un milione di unità per chilometro quadrato, contro i ioomila del 4G. Tutto questo darà la possibilità a cittadini e imprese e di disporre e generare servizi che oggi non siamo nemmeno in grado di prevedere»

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email