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Data Pubblicazione: 31/10/19
Pubblicato in: Salute, Servizi
Scritto da: Maria Serena Quercioli
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

Emergenza personale, mensa non all’altezza del costo e parcheggio troppo caro e insicuro. I rappresentanti delle rsu (Cgil, Cisl, Uil e Cobas) dell’Asl Toscana Centro fanno fronte comune e denunciano le difficoltà quotidiane nelle quali lavora il personale dell’ex ospedale ’Misericordia e Dolce’ e del presidio Giovannini e le disparità esistenti con i servizi del nuovo ospedale e con quelli dell’area fiorentina e pistoiese. «Entro fine anno – dicono Simone Baldacci della Cgil, Massimo Cataldo e Andrea Borgheresi della Cisl e Andrea Calò dei Cobas – a Prato andranno in pensione 95 addetti di cui 31 con quota 100 e le assunzioni degli infermieri per tutta l’Asl Toscana Centro saranno appena 126. Mancano anche 90 operatori socio-sanitari e sei ostetriche, senza contare il personale da coprire per eventuali maternità, legge 104, malattie. A questa carenza si aggiungono altre criticità. Quali? Il parcheggio di piazza Ebensee è a pagamento: nella parte sud costa 14 euro al mese, nella parte nord 25 euro mentre al Santo Stefano è gratuito. «Secondo accordi – dicono i sindacalisti – doveva scendere a 10 euro al mese dal 1° novembre ma gli uffici ancora non hanno istruzioni in merito. Il parcheggio dovrebbe comunque essere gratuito e presenta problemi di sicurezza nelle ore serali». C’è poi la questione mensa: il pasto ai dipendenti del Santo Stefano costa 1,70 euro, al Misericordia e Dolce 1,30 euro ma sotto accusa c’è la qualità: «Il centro cottura è a Pescia – dicono i rappresentanti delle Rsu – e la qualità lascia a desiderare, considerando il fatto che all’azienda i pasti costano 5,40 euro e 9,16 euro. Nel vecchio ospedale sono state tolte le convenzioni con gli esercizi commerciali, anche se a quella tariffa si può mangiare solo un panino e prendere una bottiglia di acqua». Oltretutto non vengono salvaguardate le retribuzioni dei profili medio bassi così che ogni mese un lavoratore dell’Asl perde 50 euro in busta paga. «Su Prato – aggiunge Simone Baldacci – si è abbattuta la tempesta perfetta con una lunga serie di disapplicazioni contrattuali e tagli sulle retribuzioni. Da evidenziare, infine, l’aumento dei tempi di lavoro per gli infermieri in merito alla questione del batterio New Delhi. Per questo motivo serve un piano delle assunzioni più dettagliato e responsabile». Le Rsu e i sindacati hanno in programma un’assemblea e una manifestazione pubblica a fine novembre a Prato.

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