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Data Pubblicazione: 19/10/18
Pubblicato in: Evasione fiscale
Scritto da: Stefano Vetusti
Pubblicato su: LA NAZIONE

FIRENZE – NEGLI ULTIMI tre anni (2016-2018) le segnalazioni antievasione complessivamente inviate dai Comuni toscani all’Agenzia delle entrate sono state 1604. Tra i capoluoghi di provincia, i più attivi sono Firenze, con 293 segnalazioni, Prato con 273 e Livorno con 156. Tra i centri non capoluogo il primo è Sansepolcro, con 85 segnalazioni, seguito da Scandicci (82), e Fucecchio (69). In base alla Legge, la partecipazione incentivata dei Comuni all’accertamento dei tributi erariali è premiata con il riconoscimento a loro favore delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo sui tributi statali evasi. La quota riconosciuta alle amministrazioni ha subito diverse modifiche, passando dall’originario 33% del 2005 al 50% del 2011, fino al 100% a partire dal 2012.
NEL TRIENNIO 2016-2018 la maggiore imposta accertata, collegata alle segnalazioni qualificate dei Comuni, è stata di 5,1 milioni di euro con una maggiore imposta definita di 3,9 milioni di euro. Con riferimento al 2017, produce ottimi risultati l’intesa dell’Agenzia delle entrate con il Comune di Prato, terzo in Italia per somme recuperate con 751mila euro, alle spalle di Genova (967mila) e di Milano (1,3 milioni), in testa alla classifica dei più virtuosi. Il risultato ottenuto da Prato è stato possibile grazie a un costante scambio informativo, rafforzato nel dicembre 2017 da un nuovo protocollo d’intesa finalizzato all’analisi congiunta degli elementi in possesso dell’amministrazione comunale utili per gli scopi istituzionali dell’Agenzia. Sono stati, così, promossi incontri tra funzionari della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Prato e funzionari del Nucleo Antievasione comunale, attraverso i quali è stato possibile realizzare un’analisi più approfondita degli elementi in possesso dell’amministrazione comunale e valutarne l’interesse per gli scopi istituzionali di controllo dell’Agenzia. Gli accordi Entrate-Comuni puntano, infatti, a migliorare la qualità delle segnalazioni qualificate, per indirizzare le attività di controllo verso situazioni caratterizzate da forti evidenze di fenomeni elusivi o evasivi.
IN TOSCANA la collaborazione tra Comuni e Agenzia Entrate è buona rispetto alla media nazionale, che vede solo il 5% dei Comuni collaborare con segnalazioni di presunta violazione delle normative fiscali e previdenziali da parte dei cittadini. Al Sud la collaborazione scende fin quasi ad annullarsi. Tra le grandi aree urbane del Sud a parte Reggio Calabria che ha recuperato 250mila euro, le altre hanno riscosso cifre risicate, con napoli in coda con appena 150 euro. La scarsa collaborazione dei Comuni è spesso conseguenza anche di mancanza di risorse e professionalità. «Il 70% dei Comuni italiani ha meno di 5mila abitanti per cui è comprensibile che non abbia le risorse economiche e le professionalità sufficienti per attivare misure di contrasto all’evasione» segnala la Cgia di Mestre che ha condotto l’indagine.

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