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Data Pubblicazione: 13/08/19
Pubblicato in: Economia
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Pubblicato su: LA NAZIONE QN

NEL PRIMO semestre 2019 il numero di fallimenti delle imprese italiane si è attestato a quota 5.714, in diminuzione del 4,2% rispetto all’analogo periodo del 2018. Un trend virtuoso iniziato circa quattro anni fa e che ha avuto un’accelerazione significativa nel 2017 (-15,7%). È quanto emerge dall’analisi dei fallimenti in Italia al secondo trimestre 2019 condotta da Cribis, società del Gruppo Crif specializzata nella business information. «Focalizzando l’analisi solo sul secondo trimestre dell’anno – spiega Marco Preti, ad di Cribis – si nota che la diminuzione dei fallimenti è stata di quasi 5 punti percentuali: dai 2994 del secondo trimestre 2018 si è passati ai 2847 di quest’anno. Nel settore edilizio il calo è stato più alto che altrove: il numero di aziende che hanno portato i libri in tribunale è sceso del 12,1%, dalle 589 del secondo trimestre 2018 alle 518 dello stesso periodo 2019».
MOLTO più contenuta la riduzione dei fallimenti nel comparto servizi: le imprese che hanno dovuto portare i libri in tribunale tra aprile e giugno 2019 sono state 661 contro le 701 (-5,7%) dello stesso trimestre 2018. Nel settore industria ci sono stati 510 fallimenti contro i 517 del secondo trimestre 2018 (-1,4%). Nessuna variazione nel commercio, dove le imprese fallite nel periodo in esame sono state 941. Da inizio anno a oggi in Lombardia sono fallite 1206 imprese, lo 0,15% di quelle attive sul territorio. L’incidenza dei fallimenti sul totale delle aziende attive risulta leggermente più bassa in Toscana (0,14%, 489 fallimenti), Umbria (0,14%, 114), Veneto (0,11%, 489) e Sardegna (0,11%, 163).

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