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Data Pubblicazione: 09/10/19
Pubblicato in: Sociale
Scritto da: Massimo Donelli
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

SPIACE, sinceramente, per l’onorevole Luigi Di Maio. E spiace, sinceramente, per tutti noi contribuenti. Perché il proposito – in teoria – era assolutamente nobile e condivisibile: garantire ai cittadini indigenti il Reddito di cittadinanza (Rdc) in attesa di offrire loro un lavoro dignitoso. Invece, un anno, dopo – nella pratica – la faccenda ha preso una piega davvero brutta. E sembrerebbe confermare, una volta di più, la bontà del celebre proverbio che recita: «La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni». Proprio così. Come scoprirete attraverso un breve flash back e una serie – davvero impietosa – di numeri. Vediamo.
MARTEDÌ 25 settembre 2018, ospite a Porta a Porta, Di Maio proclama: «Con la pensione di cittadinanza e il reddito di cittadinanza che introdurremo in questa legge di bilancio avremo abolito la povertà». Due sere dopo, giovedì 27, varata la legge in Consiglio dei ministri, l’allora vicepremier si affaccia, euforico, dal balcone di Palazzo Chigi e urla due volte: «Ce l’abbiamo fattaaaaaa!». Lunedì 4 febbraio 2019, all’Auditorium Enel di Roma, Di Maio, stavolta gongolante, presenta la card Rdc numero 1, «la prima di 3 milioni di carte», enfatizza, su cui verranno accreditati fino a 780 euro al mese: via il lenzuolo, in stile Ferrari, ecco apparire il rettangolo giallo di plastica racchiuso in una teca scintillante. Mercoledì 6 marzo è il primo giorno utile per presentare la domanda di Rdc: a oggi, ne sono state accolte non 3 milioni, ma 843mila. Sei mesi dopo, lunedì 30 settembre, prima scoperta choc: tra i titolari della card Rdc c’è la brigatista Federica Saraceni, 49 anni, condannata nel 2008 a 25 anni e 4 mesi di carcere per l’omicidio del professor Massimo D’Antona, ma già agli arresti domiciliari dal 2005. Passano appena tre giorni e, da giovedì 3 ottobre fino a ieri, parte una quadrupla doccia fredda, anzi gelida. Emerge, infatti, che: 1) solo agli inizi di settembre, ossia ben 7 mesi dopo il primo pagamento, sono cominciate le offerte di lavoro dai Centri per l’impiego (Cpi); 2) un gran numero dei 703mila cosiddetti ‘occupabili’ – il 30-40% – non ha risposto, però, alle chiamate e agli sms dei Cpi; 3) l’Inps ha inviato 519.586 sms ad altrettanti beneficiari chiedendo loro di mettersi in regola con i documenti entro il 21 ottobre, pena la sospensione del pagamento, ma, fino a ieri, ha provveduto meno della metà; 4) infine, la Guardia di Finanza, con una indagine a campione, ha accertato nel 60-70% dei casi che la card Rdc era in mano a falsi poveri, ossia truffatori.
E QUINDI? Quindi, ad oggi, Rdc=flop. Ma, per sua fortuna, Di Maio ora si occupa degli Affari esteri. Per nostra sfortuna, invece, continuiamo a pagare le tasse senza che, quasi mai, vadano a buon fine…

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