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Data Pubblicazione: 23/05/19
Pubblicato in: Illegalità, Politica
Scritto da: Leonardo Biagiotti
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

IL VELENO sta nella coda della campagna elettorale, con una spy story in salsa estone che ha coinvolto la candidata della lista civica di Biffoni, Teresa Lin, costretta ad andare in questura, ieri mattina, per denunciare la creazione di un falso sito internet a suo nome. Un falso sito nel quale figurano frasi, traduttore di Google alla mano, come «proteggiamo l’economia insieme a Biffoni, saremo in grado di fermare l’ispezione a sorpresa della nostra azienda, fermare multe irragionevoli», oppure «proteggiamo il modo in cui facciamo affari». Insomma, frasi su una presunta «morbidezza» nei controlli alle aziende cinesi.
IN BASE a quanto è stato ricostruito finora il falso sito è andato online lo scorso 19 maggio ed il link è rimbalzato su WeChat. Martedì sera è stato segnalato a Marco Wong, candidato nella lista Biffoni in ticket con Teresa Lin, e a quel punto sono partite tutte le verifiche che hanno portato alla denuncia contro ignoti di ieri mattina. Il sito risulta registrato da una società in Estonia, a Tallin. Per i contatti tecnici si rimanda ad un indirizzo di Bergamo, mentre è stato indicato come responsabile della privacy un pratese che è risultato estraneo a tutto e che a sua volta ha fatto denuncia. Ieri nel primo pomeriggio il sito web finto è stato oscurato. Ma c’è di più. Ulteriori ricerche portate avanti ieri collegano la società che l’ha registrato ad un pratese che detiene quote di un’altra società informatica a capitale quasi esclusivamente cinese e con un amministratore unico orientale, registrata alla Camera di commercio nel 2018. Questa società, con sede a Prato, ha qualcosa a che fare con l’attacco a Lin? Il sito ieri era in manutenzione.
«NELLA TARDA serata di lunedì – ha detto ieri Teresa Lin – sono venuta a conoscenza della presenza in rete di questo dominio che porta il mio nome, dove sono presenti testi scritti in lingua cinese dai cui contenuti mi dissocio profondamente e che sono frutto di persone che intendono ledere la mia immagine, quella di Biffoni e di quanti legittimamente lo sostengono. Per questo mi sono recata in questura per denunciare l’accaduto e permettere alle forze di polizia di operare conseguentemente. Resto tuttavia amareggiata dai commenti di quanti non hanno tardato a strumentalizzare immediatamente l’accaduto, senza verificare se i contenuti pubblicati rispondessero a verità».
IL RIFERIMENTO è probabilmente alla candidata sindaco Marilena Garnier, che all’inizio aveva chiesto addirittura l’esclusione della consigliera salvo poi rettificare una volta appurato che si trattava di un sito fasullo, e ad Aldo Milone, che prima ha fatto un post sostenendo che chi vuole continuare a lavorare illegalmente vuole anche un’amministrazione morbida e poi ha scritto «aspettavamo questa smentita», una volta saputo della denuncia della candidata.
POSSIBILE però che Lin si riferisse anche alla pagina Fb DifendiAmo Prato, che sostiene il candidato del centrodestra Daniele Spada, dove ieri mattina è rimbalzato il link del sito e si è parlato di «promesse elettorali molto gravi» aggiungendo: «Speriamo sia solo un grande malinteso, ma qualcuno adesso dia spiegazioni alla città di cosa sta succedendo».

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