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Data Pubblicazione: 06/12/18
Pubblicato in: Economia
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Pubblicato su: LA NAZIONE QN

ROMA – NON CI SONO le riforme simbolo del governo come il reddito di cittadinanza e la modifica della legge Fornero sulle pensioni, in compenso nella manovra arriva il pacchetto famiglia. Nelle intenzioni del ministro leghista Fontana avrebbe dovuto costare 440 milioni, ma esce un po’ ridimensionato nel passaggio in commissione Bilancio alla Camera: da un lato, manca la parte fiscale, dall’altro non viene introdotta l’Iva agevolata per alcuni articoli (assorbenti, pannolini e una serie di prodotti per l’infanzia) mentre il bonus per i diciottenni verrà dato solo ai meno abbienti, in quanto legato alla presentazione dell’Isee.
SI TRATTA comunque di un intervento importante, tra i pochi organici contenuti nella legge di bilancio giallo-verde. Tra le novità, il congedo di maternità: chi vorrà – previo ok del medico – potrà lavorare fino al giorno precedente il parto. Una possibilità che non va giù alla Cgil: non si tutela la salute e la libertà delle donne, avverte il sindacato, secondo cui c’è il rischio che a rimetterci siano soprattutto le lavoratrici precarie. Di tutt’altro avviso i medici: «La gravidanza non è una malattia – spiega il vicepresidente della società italiana di ginecologia e ostetricia, Vito Trojano – se non ci sono controindicazioni, mantenersi attive è positive». Intanto, tra le ultime misure che hanno incassato l’okay dei deputati prima del passaggio in aula, oltre all’ampliamento del congedo per i papà che sale a 5 giorni, c’è una rivisitazione della carta famiglia, che consente l’accesso a sconti per l’acquisto di beni e servizi per chi ha più di tre figli: si potrà ottenere fino al 26esimo anno di età dei ragazzi. Rispetto al passato, cambia anche la platea; su richiesta della Lega, non potranno ottenere la card le famiglie di extra comunitari: l’aiuto è concesso ai cittadini italiani o appartenenti a Paesi membri dell’Unione europea. Non è l’unico intervento sul fronte migranti: dal 2019 i fondi finora vincolati a garantire l’assistenza sanitaria agli stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale potranno essere utilizzati dalle Regioni anche per altri scopi. In zona Cesarini, è stato aumentato anche il bonus nido.

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