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Data Pubblicazione: 12/08/19
Pubblicato in: Economia
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Pubblicato su: LA NAZIONE QN

LE PROSSIME settimane saranno cruciali per i mercati, e l’Italia dovrà tenere d’occhio lo spread. I principali istituti di analisi finanziaria danno praticamente per ‘fatta’ una vittoria della Lega se si tornasse al voto, e se plaudono ad un governo stabile che piace alle piazze finanziarie, lasciano implicitamente intendere che la sfida del prossimo esecutivo sarà proprio quello dello stimolo all’economia.
L’AGENZIA di rating Fitch (che ha lasciato invariato il nostro rating a BBB con outlook negativo) sostiene che ci potrebbero essere effetti positivi sulle finanze pubbliche nel caso in cui «il nuovo governo sia più stabile del precedente», ma ammonisce sui «rischi negativi per le prospettive di bilancio qualora un futuro governo decidesse di disimpegnarsi dalle regole di bilancio dell’Ue e sia più disponibile a rischiare una maggiore instabilità dei mercati finanziari». Pessimisti gli esperti di Oxford Economics, che a breve termine vedono ‘nero’: sostengono che nonostante la caduta del governo fosse nell’aria «i rendimenti del debito italiano saranno di nuovo in aumento». E questo non sarà un elemento positivo, che andrà ad aggiungere «ulteriori venti contrari ad un’economia già in stagnazione». Per Commerzbank, a breve giro, il capo dello Stato farà di tutto per scongiurare un voto anticipato, compresa la strada di un rimpasto di governo. E qualora tale tentativo non andasse in porto e si tornasse alle urne, gli esperti prevedono la vittoria di una coalizione di centro-destra, comprendente sia la Lega che Forza Italia. La coalizione, però, «non sarebbe inoltre immune da conflitti interni e perseguirebbe un approccio orientato alla spesa pubblica». Il risultato è che «la crescita dell’Italia rimarrebbe debole, e il debito pubblico elevato». Non solo, ma sarebbero «inevitabili» ulteriori conflitti con la Commissione europea. Per gli analisti di Capital Economics il differenziale Btp/Bund è stato influenzato nell’ultimo anno dal timore che l’Italia possa cercare di lasciare l’area dell’euro, e dalla preoccupazione per il deficit dell’Italia durante il confronto con la Commissione Ue. Questi due fattori hanno giocato al rialzo mentre l’annuncio della Bce di un nuovo programma di quantitative easing (QE), ha funzionato al contrario.
«GUARDANDO al futuro, dubitiamo che qualsiasi governo sarebbe disposto ad allontanare l’Italia dall’area dell’euro». Purtuttavia, «riteniamo che un governo guidato da Salvini avrebbe maggiori probabilità di scontrarsi con l’Ue rispetto a quello attuale».

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