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Data Pubblicazione: 11/09/19
Pubblicato in: Politica, Unione Europea
Scritto da: Alessandro Farruggia
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

RIFORMARE gli accordi di Dublino sull’asilo, adottare misure coraggiose contro i cambiamenti climatici, rafforzare la leadership europea nel commercio, creare una web tax europea entro il 2021, rivedere la politica agricola comunitaria, costruire un partenariato stabile con gli Stati Uniti e un dialogo solido con la Cina. Sono queste le priorità nell’agenda del presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen che ieri a Bruxelles ha presentato la sua squadra a 27 commissari, tra i quali ben otto vicepresidenti tre dei quali esecutivi. Tra i vice non c’è Paolo Gentiloni, che ottiene il dicastero chiave degli affari economici e monetari ma sarà ‘sotto tutela’ del vicepresidente Valdis Dombrovskis, falco lettone. I PESI massimi saranno i tre vicepresidenti esecutivi: Frans Timmermans e Margrethe Vestager, oltre a Dombrovskis. Il socialista olandese avrà il portafoglio relativo al Green Deal, la liberale danese sarà vice presidente esecutivo per il digitale e conserverà il portafoglio alla Concorrenza, mentre l’ex premier lettone avrà un’ampia delega economica. La promozione di Dombrovskis è stata per von der Leyen il tassello necessario per tacitare i malumori dei Paesi rigoristi del Nordeuropa e dei popolari e affidare così a Gentiloni un dicastero delicato come gli affari economici. In questa veste l’ex premier darà le pagelle ai conti e alle politiche economiche dell’Eurozona, raccomanderà procedure per deficit e debito, richiamerà i Paesi che non fanno i compiti a casa. Ma sarà sotto osservazione. «Gentiloni dovrà collaborare moltissimo con Valdis Dombrovskis» ha detto la presidente, che ha però precisato che non sarà il lettone ad avere l’ultima parola, ma «ogni decisione sarà presa dal collegio dei commissari» da lei presieduto LA PRESIDENTE ha mandato un messaggio chiaro a Gentiloni: «Abbiamo un patto di stabilità e crescita. Le regole sono chiare, i limiti sono chiari e la flessibilità è chiara. All’intero di queste regole affronteremo le diverse opzioni». Tradotto, il rispetto delle regole di bilancio resterà decisivo, perché, «gli attuali alti livelli di debito sono una fonte di rischio e un limite». Roma non creda che gli esami siano finiti. Non a caso, von der Leyen ha chiamato in causa anche il neoministro dell’economia Roberto Gualtieri: «Viene dal Parlamento europeo, conosce perfettamente il patto di stabilità e sa cosa ci attendiamo per la prossima legge di stabilità». Gentiloni avrà anche il compito di mettere a punto una proposta europea per tassare i giganti del web, progettare un sistema di sussidi alla disoccupazione e lavorare con il vicepresidente Timmermans alla ‘carbon tax’ europea. «Un onore, mi impegno innazitutto per contribuire al rilancio della crescita e alla sua sostenibilità sociale e ambientale» ha commentato lui. Ma per arrivare alla agognata riforma del patto di stabilità la via è stretta.

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