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Data Pubblicazione: 12/01/20
Pubblicato in: Politica locale
Scritto da: Luigi Caroppo
Pubblicato su: LA NAZIONE

FIRENZE Ci siamo, almeno per il centrosinistra. Parte la campagna elettorale del candidato a governatore per le prossime elezioni toscane Eugenio Giani. Emozionato o onorato, incuriosito o appassionato? «Ex aequo scelgo onorato e appassionato. Onorato perché in una Regione della rilevanza e immagine in tutto il mondo quale la Toscana, essere candidato governatore del centrosinistra è responsabilità prestigiosa di cui sento il significato, ma appassionato perché la politica è spirito di servizio e questo è compito da affrontare col cuore e con la più alta tensione ideale». Il via da San Miniato. Inizia anche così la defiorentinizzazione della missione? «San Miniato ha un significato simbolico di vita: il mio primo luogo di residenza dove sono le radici della mia famiglia, ma anche l’espressione tipica della Toscana laboriosa, che convive con la profonda cultura che ognuno dei 273 comuni riesce a esprimere. Firenze è il luogo che dall’età di 6 anni ha accompagnato la mia formazione, crescita, ove è maturato l’impegno politico e il mio essere uomo». Tre capisaldi del programma: lavoro, infrastrutture e sanità. Che propone? «L’obiettivo fondamentale è lo sviluppo. Sul lavoro maggiori contributi all’imprenditorialità giovanile e agevolazione al lavoro femminile con servizi all’imprese che rilancino i distretti a industrializzazione diffusa. Stella polare: meno burocrazia e semplificazione delle procedure per una pubblica amministrazione che aiuti e supporti. Le infrastrutture da modernizzare e completare sono caposaldo di un programma che punta a rendere più vicini i collegamenti, dal porto di Livorno, agli aeroporti di Pisa e Firenze, al potenziamento delle reti ferroviarie, tramviarie e autolinee, ai numerosi collegamenti stradali che rendano la rete più rapida con le zone interne e tra le città capoluogo. Sulla sanità sento prioritario ritrovare un maggior collegamento con il territorio». Centrodestra ancora al palo. «Non è facile parlare di qualcosa che ancora non esiste per divisioni e auto candidature». Susanna Ceccardi dice che quando lei nasceva Giani era iscritto al Psi. «Il mio percorso politico nel centrosinistra è sempre stato caratterizzato da un’impostazione riformista, attenta alle questioni concrete, al rispetto istituzionale verso il pensiero altrui anche quando non si è parte dello stesso schieramento, che aderissi al partito di Sandro Pertini e Pietro Nenni ieri, come al Pd. La politica che caratterizza Susanna Ceccardi, declinata in slogan populisti, spesso alla ricerca di superficiali polemiche, aggressiva fomentatrice di tensioni è esattamente l’opposto di quanto io auspico come servizio alle istituzioni». Italia Viva e Renzi. Che rapporti ha con leader e nuova formazione politica dopo che fu proprio Renzi a benedire la sua candidatura? «Ringrazio Matteo Renzi per le parole di favore sempre espresse, con costanza e in tempi diversi, alla mia candidatura». Una sua potenziale lista? «Ad oggi non è prevista, credo nel lavoro che 15 forze politiche, che auspico siano 18, svilupperanno sul territorio. Consentirò a ciascuna di queste se lo vorranno, di specificare accanto al simbolo di partito di usare la dizione “… con Giani Governatore”». Bonaccini fa campagna elettorale senza simboli di partito. Lei che farà? «Non mi pongo il problema di allontanare i simboli. Non solo non mi vergogno del ruolo dei partiti, io credo nella Costituzione della Repubblica e l’articolo 49 afferma che sono i partiti a determinare la politica del Paese attraverso un lavoro di partecipazione e dialettica democratica». Che dice sua moglie? «La presenza di mia moglie è molto forte, costante e bella nella mia vita. Con Angela siamo orgogliosi della bella famiglia che abbiamo, insieme a Gabriele e Lorenzo e mi auguro di festeggiare al meglio le nozze d’argento il prossimo 2 settembre».

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