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Data Pubblicazione: 10/01/19
Pubblicato in: Immigrazione
Scritto da: Alessandro Farruggia
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

L’ODISSEA è finita. I 49 migranti che erano da 19 giorni a bordo delle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye davanti alle coste di Malta sono stati presi a bordo delle motovedette maltesi e sono sbarcati nel porto militare di Hay Wharf intorno alle 16.30 di ieri.
LA SOLUZIONE era nell’aria, ma quando è stata comunicata ai migranti è stato un tripudio di grida di soddisfazione. «C’est fini!», è finita. In molti tra i migranti hanno sciolto in un pianto liberatorio la tensione accumulata in queste settimane, che aveva portato alcuni di loro allo sciopero della fame e fatto temere anche atti di autolesionismo. L’accordo che è stato finalizzato ieri è stato possibile grazie agli sforzi del Commissario europeo Dimitris Avramopoulos, che con estrema fatica ha convinto otto Paesi europei, tra cui l’Italia, a prendere complessivamente 180 migranti, mentre sarà fornita assistenza al rimpatri ad altri 44. Passa la linea del premier Conte, dunque, non quella di Matteo Salvini. Il testo dell’accordo non è noto, ma fonti qualificate della Commissione dicono che in Germania e Francia ne andranno 60 a testa, in Portogallo 20, in Irlanda, Lussemburgo e Olanda 6 a testa, in Romania 5 e in Italia – per la quale ha trattato il premier Conte coadiuvato dal ministro degli Esteri Moavero, all’insaputa di Salvini – ne dovrebbero arrivare una quindicina, forse 17. E dal vertice notturno tra il premier Conte e i suoi vice arriva la soluzione in extremis: solo donne e bambini, accolti da strutture della Chiesa Valdese, senza oneri per lo stato, precisa Palazzo Chigi.
«L’ACCORDO – aveva detto in conferenza stampa il premier maltese Joseph Muscat – prevede la ricollocazione e il rimpatrio non solo dei 49 migrati sbarcati oggi, ma anche di 131 ospitati a Malta da tempo e di 44 bengalesi salvati nei giorni scorsi. Complessivamente avremo la ricollocazione o il rimpatrio di 224 migranti: i 44 bengalesi verranno assistiti dagli esperti dell’Ue e torneranno nel loro Paese, i restanti 180 andranno in Europa». Soddisfatto Avramopoulos: «Sono felice che i nostri sforzi per fare sbarcare i migranti sulle imbarcazioni a Malta abbiano prodotto risultati e che tutti quelli a bordo ora sono stati sbarcati. Esprimo le mie lodi a Malta per aver permesso questo sbarco e agli Stati membri che hanno dimostrato solidarietà attiva accettando i migranti. L’Italia ha informato la Commissione Ue che riceverà i migranti sbarcati a Malta e la priorità sarà data ai gruppi vulnerabili, come donne e bambini».
«C’È SOLLIEVO per l’accordo ma ora gli Stati rispettino gli impegni presi», ha commentato Sea Watch che però attacca Bruxelles: «L’Ue rilascia i suoi 49 ostaggi. È la testimonianza di un fallimento: la politica non dovrebbe mai essere fatta a spese dei bisognosi». Critiche anche Unhcr e Amnesty International. Anche questa crisi è passata. Ma a Bruxelles si è convinti che non si può andare avanti improvvisando emergenza per emergenza. «È molto chiaro che tutti gli attori, incluse le Ong, devono rispettare le regole – ha chiosato Avramopoulos –, ma l’Ue non può continuare a basarsi su soluzioni ad hoc sugli sbarchi: Dobbiamo creare degli accordi temporanei, che fungeranno da ponte finché il nuovo regolamento di Dublino diverrà applicabile».

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