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Data Pubblicazione: 31/10/18
Pubblicato in: Aziende
Scritto da: Rita Querzè
Pubblicato su: CORRIERE DELLA SERA

A poco più di un anno dall’approvazione della legge che lo regola, in Italia lo smartworking continua a crescere. Lo ha certificato ieri il monitoraggio annuale della School of management del Politecnico di Milano sulle aziende dove i dipendenti non timbrano il cartellino perché liberi di decidere orario e luogo di lavoro. In tutto parliamo di 48o mila lavoratori. Il 12,6% del totale degli occupati. E comunque il 20% in più rispetto a un anno fa. Gli smartworker, si ritengono più soddisfatti rispetto alla media dei colleghi (39% contro il 18%). Ma questa opportunità non è colta da tutti. Da una parte oltre una grande impresa su due (Il 56%) ha avviato progetti strutturati di smart working (se si considera anche chi sta facendo una sperimentazione la quota sale a due su tre). Dall’altra tra le pmi solo l’8% ha progetti strutturati 01 16% se si considerano anche le sperimentazioni informali). Una percentuale in linea con 11 2017. Oltre all’atteggiamento dei piccoli, qualche cautela dovrebbe ispirare anche la modalità di attuazione di alcuni progetti di smartworking. Non sempre improntati a una reale valutazione dei lavoratori sui risultati. Una buona notizia arriva invece dalla pubblica amministrazione, l’8% degli enti ha avviato progetti strutturati. Un anno fa la percentuale si fermava al 5%

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