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Data Pubblicazione: 10/09/19
Pubblicato in: Economia, Finanza
Scritto da: Andrea Cabrini, Jole Saggese
Pubblicato su: MF

L’Italia deve avere relazioni positive con l’Europa e da una posizione autorevole. La manovra di bilancio rappresenta uno scoglio, ma ha spazi in cui svilupparsi. E da questo punto di vista sono fiducioso», dice Gian Maria Gros Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo.
Domanda. Fra rischi e opportunità dove siamo e dove potrebbe andare l’economia italiana?
Risposta. Lo scorso anno proprio di questi tempi, quando lo spread era a 250 punti base, dissi che non corrispondeva alla forza dell’economia italiana e che doveva scendere di almeno 100 punti. Adesso ci siamo. E’ sceso di cento punti. Le condizioni, per quanto riguarda la finanza pubblica, sono quindi indubbiamente migliorate. Abbiamo però 2.300 miliardi di euro di debito. Se l’ 1% fosse applicato da subito su questa massa debitoria, cosa che non pub essere, potrebbe creare un vantaggio di 23 miliardi, che si concretizzerà gradualmente a mano a mano che i titoli in scadenza saranno rimpiazzati da altri titoli con tassi più bassi. Spero in una manovra di investimenti pubblici. Abbiamo una carenza in questo senso, ma non siamo gli unici in Europa. Per esempio la Germania, che ha un avanzo di bilancio e di finanza pubblica corrente, ha una carenza di investimenti infrastrutturali.
D. In Germania c’è lo spazio fiscale per farli. Ma c’è quello politico?
R. Sono convinto che stia emergendo un consensus sul fatto che le misure di politica monetaria come il bazooka di Draghi, che è la più eterodossa e innovativa, siano utili ed efficaci, ma non sufficienti per rilanciare l’economia. Rendono infatti meno costoso investire, ma gli investitori non agiscono se le prospettive economiche non sono favorevoli.
D. Cosa consiglia allora?
R. Per uscire da questo circolo vizioso serve, a mio parere, un intervento esogeno, cioè esterno, per rilanciare gli investimenti in infrastrutture. E questo pub farlo solo il settore pubblico.
D. C’è poi il problema delle tensioni commerciali.
R. L’Italia è uno dei Paesi leader in Europa e il quinto al mondo per capacità di generare un saldo positivo commerciale. Tutti i Paesi sono colpiti dalle guerre commerciali. E’ un problema che si aggiunge e blocca gli investimenti delle imprese, oltre alla carenza di investimenti pubblici. Come si esce da questa strettoia? Con investimenti infrastrutturali e in tecnologia che siano in grado di affrontare anche i problemi legati alla sostenibilità ambientale, all’economia circolare e ai cambiamenti climatici. Ma senza una politica fiscale e una politica di indirizzo degli investimenti non si esce da questa situazione.
D. I tassi di interesse rischiano di scendere ulteriormente. Non la preoccupa questa situazione?
R. I tassi negativi fanno soffrire le banche, ma credo che la Bce saprà sviluppare gli strumenti in grado di compensare questi effetti collaterali.

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