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Data Pubblicazione: 07/11/19
Pubblicato in: Trasporti
Scritto da: Alessandro Pistolesi
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

Tutto rinviato. La Regione ha deciso di posticipare di almeno un mese il trasferimento di mezzi, immobili e personale del consorzio Mobit, di cui fa parte anche Cap, ai concorrenti francesi che per ora si sono aggiudicati la gara regionale del trasporto pubblico (si deve ancora esprimere il Consiglio di Stato), un passaggio altrimenti in programma per l’11 novembre. Si tratta dell’ennesimo capitolo della diatriba legale in atto da mesi. La miccia era stata accesa lo scorso 25 settembre, quando la Regione aveva approvato in via definitiva il programma con le date per la stipula dei contratti di cessione relativi all’affidamento del servizio ad Autolinee Toscane, controllata dal colosso francese Ratp. La Regione però aveva specificato che le date indicate in quel documento avrebbero potuto cambiare a causa dei tempi della giustizia amministrativa sui casi pendenti al Consiglio di Stato. Ed è proprio quello che si è verificato: la Regione ha posticipato il termine. Come prima conseguenza il Tar – a cui Mobit si era appellata per bloccare la cessione – ieri ha predisposto il rinvio dell’udienza sulla sospensiva del provvedimento regionale al prossimo 4 dicembre, in quanto era venuto meno il carattere d’urgenza. «Considerato che ad oggi non sono stati pubblicati né il dispositivo né la sentenza che definisce i giudizi pendenti al Consiglio di Stato – si legge nel provvedimento della Regione che dispone il rinvio – l’amministrazione regionale ha valutato, a salvaguardia dell’interesse pubblico, in condivisione con l’aggiudicatario definitivo (Autolinee Toscane, ndr) di posticipare di trenta giorni tutte le attività previste nel piano comunicato in precedenza, precisando fin da ora che il nuovo calendario potrà subire adeguamenti temporali, anche in riduzione, in base alla data di pubblicazione della sentenza». Una sorta di sospensione a orologeria su cui ancora non ci sono scadenze certe. Anche per questo è tiepida la soddisfazione dei soggetti coinvolti: «Sarebbe stato illogico iniziare il trasferimento prima del parere del Consiglio di Stato», il commento a caldo da parte di Cap che proprio nei giorni scorsi aveva inviato una lettera di sensibilizzazione a tutti i sindaci della Toscana. «La soddisfazione non è piena – aggiungono dall’azienda – perché si tratta comunque di uno slittamento a tempo variabile». «Sulla gara Tpl abbiamo sempre chiesto buon senso e siamo contenti che la Regione Toscana ne stia dimostrando – ha sottolineato invece il sindaco Matteo Biffoni – Accelerare rispetto ai tempi delle sentenze prossime non avrebbe avuto senso, mentre è assolutamente ragionevole attendere il pronunciamento definitivo, quanto meno del Consiglio di Stato». Tutto adesso è legato al parere definitivo del Consiglio di Stato sulla legittimità o meno dell’esito della gara, atteso nel giro dei prossimi due mesi. A fine 2019 tra l’altro scadrà il contratto-ponte di due anni che affidava la gestione del trasporto pubblico locale in via transitoria. «Fino a che non ci sarà la sentenza è inopportuna qualsiasi accelerazione nell’affidamento della gara – è anche il commento del consigliere regionale Pd Nicola Ciolini – Si rischierebbe di creare soltanto disagi all’utenza. La nostra priorità deve essere il miglioramento e la stabilità del servizio, dobbiamo impegnarci su questo obbiettivo e lasciare che la giustizia faccia il suo corso». Infine il presidente della Provincia, Francesco Puggelli: «Siamo soddisfatti ma invitiamo la Regione a proseguire sulla strada della prudenza. Servirà forse non solo un mese, bensì attendere i tempi necessari alla giustizia per prendere una decisione definitiva».

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