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Data Pubblicazione: 12/07/19
Pubblicato in: Criminalità
Scritto da: Laura Natoli
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

CONTROLLO della prostituzione di alto bordo, guerra fra bande, risse violente con coltelli (e a volte con armi), estorsioni in serie. Una criminalità organizzata che usa minacce e intimidazioni per ottenere il controllo delle attività illecite in città. E in pochi mesi sono stati eseguiti altri sei arresti più un divieto di dimora per altrettanti cinesi accusati a vario titolo di estorsione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di lusso. Le manette sono scattate ieri mattina in seguito alle indagini della squadra mobile, diretta da Gianluca Aurilia, che ha anche fatto una serie di perquisizioni in diversi hotel della città dove, si sospetta, venisse esercitata l’attività illecita. Negli alberghi sono state trovate sedici giovani donne cinesi, le prostitute, che la banda, capeggiata da un’altra cinese (Xie Lingling, detta Anna) finita in manette, reclutava direttamente in Cina per poi farle entrare in Italia con visti turistici. Gli alberghi, riferiscono gli inquirenti, sono tutti a conduzione cinese, anche se alcuni passati di mano recentemente. Sono il Wall Art di viale della Repubblica, il Datini di viale Marconi, il Luxory di via Paronese, lo Charme di via delle Badie, il Residence Golf hotel di via Traversa del Crocifisso e il b&b Sol Levante. Secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dai pm Lorenzo Gestri e Gianpaolo Mocetti, gli hotel venivano usati per consumare le prestazioni sessuali a pagamento. Prestazioni che avevano tariffe dai 150 euro ai 500 per tutta la notte.
NESSUNA contestazione, al momento, è stata mossa nei confronti di proprietari e gestori degli alberghi. Non è detto che potessero sapere quello che succedeva nelle camere. Sono stati acquisiti molti documenti che saranno passati al setaccio. Fra questi ci sono i registri delle presenze per verificare se i clienti venivano registrati regolarmente. E’ stato arrestato anche Lin Xia, già in carcere da un mese perché coinvolto nella sparatoria avvenuta un anno fa alle Cascine di Tavola. Secondo quanto ricostruito, Lin Xia sarebbe il gestore occulto del Luxory. Era lui che si occupava delle assunzioni in albergo, che aveva rapporti con commercialisti e consulenti del lavoro. E, secondo quanto accertato, Lin Xia sapeva della presenza delle prostitute nell’hotel e aveva contatti con «Anna» che avrebbe gestito il giro di prostituzione di alto bordo. Le indagini sono partite da una violenta rissa scoppiata a febbraio in una camera del Wall Art. Intervenne la polizia identificando e denunciando diversi cinesi per rissa aggravata. I cinesi riportando ferite gravi tanto che uscirono dall’ospedale con una prognosi di 30 giorni.
LE INDAGINI risalirono alla donna. Sarebbe stata lei ad assoldare i connazionali, fra cui c’era Cai Wang Lin, detto Hesan (Monaco) gravato da una condanna per omicidio, e a mandarli al Wall Art per chiedere il «pizzo» alle prostitute. L’hotel diventò il teatro di scontro fra protettori delle lucciole ed estorsori. Dopo la rissa, Anna decise di scaricare i connazionali, fra cui il temibile Hesan, i quali per due anni le avevano dato protezione. I tre, per togliere il disturbo, chiesero 30mila euro. Insieme al compagno della donna, un noto imprenditore orientale, pattuirono un pagamento di 10mila euro. Ma gli estorsori non si accontentarono continuando a minacciare l’imprenditore. L’uomo, stanco delle intimidazioni, ha sporto denuncia alla polizia mettendo in moto le indagini e collegandole alla rissa al Wall Art.

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