Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 13/08/19
Pubblicato in: Politica
Scritto da: Elena G. Polidori
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

ROMA – DECIDERÀ Mattarella, certo. Luigi Di Maio lo scandisce chiaro durante una rovente assemblea congiunta dei gruppi parlamentari grillini. Il leader gioca d’attacco con i suoi, chiarendo di puntare verso una nuova maggioranza che sostenga un esecutivo «di ampio respiro», ma senza dimenticare quel che ha fatto Salvini: «Mi aspetto le sue dimissioni da ministro», sibila Di Maio. «Il leader della Lega ha tradito gli italiani, in 24 ore è tornato da Berlusconi. Ritiri i suoi ministri, se vota contro il governo sfiducia se stesso, avremmo senatori della Lega che voteranno la sfiducia a loro stessi. Ecco perché credo sia giusto far dimettere i ministri della Lega nel governo». E ancora: «Salvini ha deciso di mettere a rischio il Paese: un governo che nasce dopo il voto a ottobre non avrà il tempo di fare le cose. Se tutto va bene un nuovo governo ci sarà a dicembre e non avrà il tempo per fare tante cose come il taglio dell’Iva o di confermare il reddito e la pensione di cittadinanza. Andremo in esercizio provvisorio: un rischio assurdo».
AVANTI, dunque, verso il tentativo – estremo – di cercare di formare un nuovo esecutivo che chiuda almeno il cerchio della legislatura senza scosse che portino non solo Salvini a Palazzo Chigi, casomai in solitaria, ma che facciano eleggere il nuovo Capo dello Stato ad un parlamento marcatamente di destra. Ogni tentativo, ha giurato Di Maio davanti all’assemblea dei parlamentari, sarà messo in atto. Ma senza contattare Matteo Renzi. Perché «nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi». CON IL PD di Zingaretti sarebbe tutta un’altra cosa, ma Renzi proprio no. «Il M5s – ribadisce Di Maio – vuole una cosa: che si apra al taglio di parlamentari. Non ci sono giochi di palazzo da fare, addirittura sento parlare di nuovi gruppi. I gruppi si presentano alle elezioni». L’assemblea del M5s (durata ieri quattro ore), si è poi chiusa con un largo consenso intorno alla proposta di continuare la legislatura, portata avanti tra gli altri dal presidente della commissione istruzione e cultura Luigi Gallo, considerato un esponente di prima linea dell’area che fa capo a Roberto Fico.
È APPARSA, invece, isolata, la posizione di chi come Stefano Buffagni, Paola Taverna, Alfonso Bonafede e Manlio Di Stefano ha chiesto di valutare l’approvazione del taglio dei parlamentari con il sostegno più largo possibile e poi di tornare a votare. Il grosso della corposa pattuglia parlamentare M5s è comunque favorevole non a un governo di scopo, ma a un esecutivo di lunga durata. Anzi, così come accadde a inizio legislatura, diversi interventi hanno sottolineato la necessità di non assecondare la posizione di Renzi, descritto peraltro come «un avvoltoio» negli stessi minuti da Beppe Grillo sul blog.
LA «NOSTRA LINEA è semplice – ha spiegato il presidente dell’Antimafia, Nicola Morra –. Il Movimento vuole portare avanti la sua strada chiedendo di votare il taglio del numero dei parlamentari» calendarizzato già per il 9 di settembre. «Pretendiamo – ha aggiunto – che nel rispetto della Costituzione tutto passi per l’Aula», anche se «qualcuno da un lido noto pensava di dettare i tempi», ha osservato, sottolineando che «per me il problema non è votare subito, ma fare cose buone, ma se vengono a mancare queste proposte…».
A INFIAMMARE l’assemblea, ieri, sono arrivate anche le voci secondo cui Salvini avrebbe già contattato i maggiorenti di Forza Italia per convincerli a seguire la sua strada, con la prospettiva dell’attuale presidente del Senato, Elisabetta Casellati, alla guida del ministero della Giustizia e la capogruppo azzurra a Palazzo Madama, Anna Maria Bernini, alle telecomunicazioni.

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email