Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 08/06/19
Pubblicato in: Illegalità, Rifiuti
Scritto da:
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

E’ PARTITA la bonifica nei terreni di via del Pozzo a Paperino dove è stata scoperta una maxi discarica di rifiuti speciali, rifiuti di altro tipo, pericolosi e non, stoccati in maniera del tutto illegale e abusiva, abbandonati nei campi fra il cimitero di Paperino e, appunto, via del Pozzo. In tutto nove ettari di degrado nei quali la polizia municipale ha cominciato a lavorare per ristabilire la legalità e soprattutto evitare che si prolunghino i rischi di tipo ambientale.
IN QUESTI giorni i vigili urbani sono intervenuti per rimuovere intanto alcune auto abbandonate in esecuzione dell’ordinanza di bonifica emessa dall’ufficio ambiente del Comune. Un’ordinanza che imponeva la pulizia delle aree al proprietario (è unico, residente a Paperino, per quasi tutta la zona) e che non è stata rispettata, così sono scattate le operazioni di bonifica coatta. In sostanza la polizia municipale ha dato il via alla riqualificazione dei terreni di via del Pozzo e successivamente il Comune richiederà tutte le spese sostenute al proprietario, che risulta inadempiente.
SE IN QUESTI giorni sono state effettuate le prime operazioni, dopo le elezioni ci sarà un’accelerazione per arrivare a concludere la bonfica in qualche settimana. Un periodo di tempo comunque non banale, considerando che i nove ettari di terreno sono stati devastati da rifiuti, elettrodomestici, carcasse di automobili, scarti tessili, pellame, liquami, vetri, plastica, pezzi di mobili, amianto. Sono state trovate e rimosse anche 50 bombole del gas. In mezzo alla sporcizia, durante i controlli, erano spuntate anche baraccopoli, case mobili, baracche. LA PROCURA all’inizio di aprile dispose una perquisizione in tutta l’area a cui parteciparono i carabinieri forestali, la polizia municipale, l’Arpat e l’Asl, con tanti di elicottero per controllare dall’alto. Il proprietario principale è indagato per inquinamento ambientale e insieme agli altri due proprietari delle aree (ma hanno porzioni minori), che ora dovranno rispondere anche delle bonifiche non effettuate nonostante le ordinanze emesse dall’amministrazione comunale. L’Arpat prelevò campioni di terreno per analizzarli e valutare gli sversamenti.

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email