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Data Pubblicazione: 11/07/19
Pubblicato in: Politica
Scritto da: Antonella Coppari
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

ALMENO una casella è andata a posto. Lasciata a bagno maria per mesi in attesa che si risolvesse – almeno per il momento – la tensione con l’Europa, la poltrona del ministro degli affari Ue ha finalmente un occupante. È Lorenzo Fontana, già titolare del dicastero della Famiglia, figura tutt’altro che pacificatrice sul quel fronte per le sue note posizioni ma paradossalmente rassicurante per Bruxelles, soprattutto se messa a confronto con altri candidati.
AL SUO POSTO va Alessandra Locatelli: scelta in continuità, su cui il premier Conte ha messo il timbro l’altra sera dopo un faccia a faccia con lei. Salviniana doc, la deputata è anche vicesindaco di Como dove è passata alle cronache per i provvedimenti contro chi chiede l’elemosina e contro i centri di accoglienza. Vanta una laurea in sociologia e una lunga esperienza nel campo della disabilità, del volontariato e dei minori. Parlare di rimpasto è un’esagerazione: era ovvio che ministeri già in mano alla Lega restassero in quota Carroccio. Forse ci saranno altri spostamenti: Salvini ripete che la faccenda riguarda i 5stelle, Di Maio – che incontra i suoi sottosegretari in fibrillazione anche per le voci di cambi in corsa – è cauto, e punta piuttosto l’attenzione sul nuovo schema organizzativo del Movimento che ufficializzerà lunedì. In attesa di capire come finirà la partita sul commissario europeo («vergognosa e razzista è l’esclusione della Lega dalle nomine di Bruxelles», scandisce il leader leghista) è probabile che per tutta l’estate i ministri in bilico rimarranno al loro posto. Sono tre: per Toninelli e Grillo, il problema non è solo con il Carroccio ma anche con i dubbi dentro M5s, più solida la posizione della ministra Trenta che gode dell’appoggio dell’apparato della Difesa. E proprio lei ha sostituito Toninelli nella veste di bestia nera della Lega nella delegazione grillina. Il vertice convocato ieri sera dal premier almeno in parte aveva l’obiettivo di ricucire i rapporti al minimo storico tra il vicepremier e la ministra. Tregua raggiunta: la strategia del governo sull’immigrazione funziona, assicurano tutti. Conte – nel ruolo di pacificatore – assume la regia e garantisce che interverrà non solo sull’Europa ma anche sulla Tunisia per sollecitare maggiori controlli sulle coste. «Il problema va gestito insieme – commenta la Trenta – ma le navi militari prendono ordini da me e Salvini non mi ha chiesto di schierarle a difesa dei porti». Rilancia il leghista: «Ci saranno controlli preventivi della Marina sulle navi di soccorso. A me basta che tutti difendano i confini».
IL GOVERNO va avanti, del resto non c’erano dubbi da giorni ma il tema resta incandescente: alta la tensione sul decreto sicurezza bis tra le due anime della maggioranza. E non svelenisce gli animi la vicenda dei presunti finanziamenti russi alla Lega.

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