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Data Pubblicazione: 12/07/19
Scritto da: Sara Bessi
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

CONTINUA il braccio di ferro sul Panificio Toscano. In vista dell’incontro in Prefettura fra azienda e lavoratori, che si terrà il 17 luglio prossimo come annuncia Luca Toscano, coordinatore di Si Cobas per Prato, dal Panificio di via Onorio Vannucchi fanno sapere che «l’azienda per quanto riguarda il contratto di lavoro, livelli retributivi e mansioni è in regola. A dirlo sono i sindacati di Flai-Cgil e Uila-Uil». I due sindacati confederali «hanno sottoscritto con l’azienda un accordo in cui si dà atto al Panificio Toscano di essere in regola per quanto riguarda l’applicazione del contratto di lavoro – si legge in una nota -. Nello specifico i sindacati, dopo aver visitato entrambi gli stabilimenti, hanno concordato che ‘la definizione del settore produttivo dell’azienda debba essere rimandata al momento in cui sarà rinnovato il contratto nazionale di lavoro’. E’ quello che avevamo già detto e che ora trova conferma anche nelle parole dei vertici nazionali di Cgil e Uil. Nel contempo i sindacati danno atto al Panificio Toscano di aver intrapreso e concluso il percorso di adeguamento dei livelli e delle mansioni che ha portato a 37 passaggi di livello, in misura superiore ai 30 previsti». Azienda e Cgil e Uil si sono dati anche una scadenza: «Abbiamo concordato di avviare da settembre un percorso di contrattazione di II livello volto a migliorare le condizioni economiche e normative dei lavoratori». Da parte sua il rappresentante di Si Cobas, che anche nel pomeriggio di mercoledì ha tenuto una conferenza stampa davanti al Panificio, sottolinea come per l’incontro del 17 in Prefettura «abbiamo richiesto la partecipazione anche di Cgil e Uil: è per l’applicazione del contratto nazionale firmato proprio dai sindacati confederali che i lavoratori stanno scioperando – afferma Luca Toscano – . Ci è voluto l’intervento della Prefettura per invitare l’azienda a incontrare le rappresentanze dei lavoratori iscritti al Si Cobas». Infatti il sindacalista ricorda che «da sei mesi le nostre richieste sono state respinte, fino ad arrivare allo sciopero di questi giorni». L’assemblea dei lavoratori non demorde e ha deciso di continuare ad oltranza lo sciopero ed il presidio permanente davanti alla fabbrica.

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