Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 12/07/19
Pubblicato in: Criminalità
Scritto da: Laura Natoli
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

UNA SERIE di episodi che hanno un fil rouge. La sparatoria di un anno fa alle Cascine di Tavola dietro cui con tutta probabilità c’è il controllo della prostituzione, il locale sequestrato in via Caduti sul Lavoro dove veniva spacciata e consumata droga e in cui circolavano le escort cinesi di lusso, e adesso la violenta rissa al Wall Art dietro cui si nascondevano una serie di estorsioni sempre legate al controllo del giro delle lucciole. «Questa è criminalità organizzata – ha commentato il procuratore Giuseppe Nicolosi – C’è la lotta per il controllo delle attività illecite. Ci sono le minacce, le intimidazioni e le estorsioni. L’omertà è una delle caratteristiche tipiche della comunità cinese. Manca solo il controllo del territorio per poter inquadrare il fenomeno e definirlo ‘mafia’. Ma per poter parlare di 415 bis, ossia dell’aggravante del metodo mafioso, ci sono una serie di caratteristiche ben precise. Certo è che, in tutti questi casi, le modalità usate ricordano quelle della criminalità organizzata». Non è la prima volta che il procuratore parla di «metodi mafiosi» nel descrivere certi meccanismi che emergono con chiarezza dalle indagini della procura. «E’ vero che spesso gli episodi si mantengono dentro la comunità cinese – avverte il procuratore Nicolosi – ma si rischia la saturazione che prima o poi deborda invadendo altri confini». Un concetto ribadito spesso dalla procura anche se non sono mai stati rilevati gli estremi – dopo la famosa inchiesta «China Truck» nella quale, prima il Riesame e dopo la Cassazione hanno cancellato l’aggravante del metodo mafioso – per inviare i fascicoli alla Dda. Appena un mese fa Nicolosi aveva definito la sparatoria del 4 luglio 2018 alle Cascine di Tavola come «la punta dell’iceberg di fatti gravi operati dalla criminalità organizzata. E’ una manifestazione criminale pericolosa di gente che ha disponibilità di armi». Aggiungendo che dietro a ogni episodio «ci sono grossi interessi economici, c’è il business» per il quale non si esita a fare ricorso alla violenza.

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email