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Data Pubblicazione: 18/07/19
Pubblicato in: Illegalità, Immigrazione
Scritto da: Giacomo Cocchi
Pubblicato su: AVVENIRE

Si dice pronto a incontrare la parte sana dell’imprenditoria cinese di Prato in modo da poter «sensibilizzare» i titolari delle aziende che non lavorano secondo le regole. Marco Wong, 56 anni, socio di una azienda del settore alimentare, è il primo cittadino di origine cinese a diventare consigliere comunale a Prato insieme alla giovane Teresa Lin. I due sono stati eletti alle ultime elezioni amministrative nella lista civica a sostegno del sindaco Pd, Matteo Biffoni.
Wong, qual è la strada migliore per combattere lo sfruttamento lavorativo all’interno delle aziende cinesi?
Non esistono ricette semplici ma tante piccole azioni. Il punto di svolta secondo me è la consapevolezza, da parte di certi imprenditori che operano nell’illegalità, che se vogliono costruire un futuro per la propria famiglia in questa città, in questo Stato, devono scegliere di stare dalla parte della legge.
Sa bene però che il dialogo con la comunità cinese è stato tentato tante volte dalle istituzioni ma con scarso successo.
Certamente, però non dobbiamo commettere l’errore di pensare alla comunità cinese di Prato o di altre città come un qualcosa di coeso, di un soggetto unico. Non è così. Al suo interno ci sono realtà molto diverse tra loro.
Perché nelle aziende cinesi sta aumentando la presenza di operai di altre nazionalità, soprattutto pachistani? I lavoratori cinesi non vogliono più essere sfruttati?
C’è anche questo aspetto ma forse, più semplicemente, negli ultimi tempi sono diminuiti i flussi migratori dalla Cina e nei pronto moda c’è bisogno di manodopera.
Perché è diminuito il flusso migratorio dalla Cina a Prato?
In Cina, in particolare nelle città dove provengono la maggior parte dei cinesi di Prato, il tenore di vita è molto migliorato grazie alla crescita economica. In certe zone è comparabile a quello italiano e quindi sono diminuite le motivazioni a emigrare. Gli ultimi arrivi sono per la maggior parte ricongiungimenti familiari.
Pensa che con la sua presenza all’interno dell’Amministrazione comunale qualcosa possa cambiare?
Sto lavorando per questo, la mia elezione è senza dubbio un elemento di novità salutato con favore da molti cinesi. Però non vorrei essere frainteso, i controlli servono e quelli portati avanti dalla Regione stanno apportando dei miglioramenti. Il mio lavoro sarà quello di dare una nuova prospettiva. Ci spieghi meglio.
La fase successiva è quella di far capire che si deve essere in regola non per lo spauracchio della multa ma perché fa parte della convivenza civile. Appena è stato eletto ha annunciato di voler lavorare per una diversa narrazione della comunità cinese di Prato. Che significa?
Purtroppo quello che emerge della presenza cinese a Prato sono le notizie di cronaca, ma non ci sono solo quelle. La realtà è fatta anche di situazioni positive che non vengono raccontate. Ma ci sono e io vorrei farle conoscere.

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