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Data Pubblicazione: 07/11/19
Pubblicato in: Scuola
Scritto da: Veronica Passeri
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

È la domanda che spesso manda in tilt alunni e famiglie: quale scuola scegliere dopo la terza media? A questo dilemma risponde Eduscopio, il portale della Fondazione Agnelli, che da cinque anni offre una speciale classifica con le scuole italiane d’eccellenza. Niente passaparola, i dati vengono raccolti e incrociati con metodo scientifico grazie all’impegno del gruppo di lavoro della Fondazione, coordinato da Martino Bernardi. Per questa edizione – da oggi i risultati sono online – sono stati analizzati i dati di circa 1.255.000 diplomati italiani in tre successivi anni scolastici per circa 7.300 indirizzi di studio nelle scuole secondarie statali e paritarie. Il portale è diventato un punto di riferimento: oltre 1,5 milioni gli utenti unici che lo hanno visitato, le 6,7 milioni di pagine consultate. Cosa misura, dunque, www.eduscopio.it? Due elementi fondamentali: da un lato la capacità di licei e istituti tecnici di orientare gli studenti all’approdo all’università, dall’altro la capacità di istituti tecnici e professionali di preparare all’ingresso nel mondo del lavoro chi non intende proseguire con gli studi. In pochi clic c’è la possibilità di confrontare gli esiti delle scuole che si trovano nella propria zona o nel giro di 30 chilometri. Eccole, dunque, le scuole d’eccellenza: a Roma il Tasso è il miglior liceo classico per il terzo anno consecutivo, mentre tra gli scientifici l’Augusto Righi si conferma per il secondo anno il migliore dopo aver scalzato due anni fa il Virgilio. A Milano, invece, tra i classici svetta la paritaria Alexis Carrel al secondo posto il Berchet. Si conferma in testa, tra gli scientifici, l’Alessandro Volta. Nessuna novità a Napoli, dove il Sannazzaro e il Mercalli si confermano ancora, rispettivamente, miglior classico e migliore scientifico. A Torino primeggiano di nuovo il Cavour e il Galileo Ferraris. A Firenze il miglior liceo classico si conferma il Dante, seguito da Michelangiolo e Galilei, mentre tra gli scientifici schizza in vetta il Machiavelli, il Leonardo da Vinci, primo l’anno scorso, slitta al terzo posto superato dal Castelnuovo. Per quanto riguarda l’indice di occupazione dei diplomati questa è la classifica: tra i tecnici economici è primo il Galilei (75% di occupati), tra i professionali il Saffi (73%). A Bologna il migliore classico è di nuovo il Minghetti seguito dal Galvani, tra gli scientifici al primo posto il Copernico e poi Galvani e Fermi. Tra i tecnici economici a offrire maggiori opportunità è il Tanari (67% di occupazione dei diplomati), seguito dal Mattei (66%); tra i professionali il Manfredi (62%). Quasi tutti gli studenti dei licei proseguono gli studi all’università, ma la ricerca rileva che anche negli istituti tecnici in media almeno uno studente su tre sceglie l’università. Per giudicare ‘come’ la scuola superiore li ha preparati ad affrontare l’università la ricerca prende in considerazione numero di esami superati e media dei voti ottenuti. Una buona notizia giunge anche sul fronte dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro: l’indice di occupazione – ovvero la percentuale di occupati che hanno lavorato almeno 6 mesi entro i primi due anni dal diploma misurata su quanti non si sono immatricolati all’università – è generalmente in crescita rispetto agli anni scorsi. La crescita riguarda sostanzialmente tutti gli indirizzi di studio nelle regioni del Nord e del Centro, più accentuata negli istituti tecnici e professionali. A macchia di leopardo, invece, risulta la situazione nel Meridione, dove si registrano alcune situazioni di crescita e altre di stagnazione.

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