Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 30/11/19
Pubblicato in: Politica locale, Religione
Scritto da: Anna Beltrame
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

PRATO «Scherza coi fanti, lascia stare i santi». Il sacrestano, nel primo atto della Tosca. E’ un po’ di melodramma, con tutto il rispetto per Puccini, è andato in scena anche in consiglio comunale, giovedì pomeriggio. Baruffe fra i banchi e seduta sospesa, a causa di due mozioni con cui si chiedeva di esporre nel salone consiliare il crocifisso. La prima era stata presentata nei giorni scorsi da Claudio Belgiorno di Fratelli d’Italia. «E’ simbolo di pace, solidarietà, tolleranza, fratellanza e giustizia. Sintetizza i valori e i principi su cui poggiano, a livello storico, gli albori della cultura europea: per questo deve trovare spazio nella sala consiliare, non è una questione religiosa», aveva scritto in sostanza. Alla vigilia del consiglio la seconda mozione, a firma di Rosanna Sciumbata, capogruoppo della lista Biffoni sindaco (quindi anche dei consiglieri di origine cinese Marco Wong e Teresa Lin). «Tanti pratesi portano i nomi degli apostoli, a cominciare dal nostro Sindaco – ha scritto –, tante donne portano il nome della Madre di Gesù; il nostro ospedale è intitolato a Santo Stefano, il primo martire ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo; la Sacra Cintola della Madonna è il fulcro della religiosità di Prato ed è un bene per tutta la città…». E poi: «il Crocifisso ha un valore universale sganciato dal suo significato religioso. Crediamo che ricevere un messaggio di solidarietà, un richiamo al nostro prossimo, indipendentemente dal suo significato religioso sia, nei tempi attuali, quanto mai necessario». Potevano votare e decidere? Niente affatto. Molti consiglieri del Pd non erano (non sono) disposti ad appoggiare la mozione Sciumbata, e la maggioranza sul crocifisso rischiava di spaccarsi. Questioni procedurali sono state chiamate in causa per prendere tempo e il dibattito è stato rinviato alla prossima seduta, ancora da convocare. Intanto la discussione si è spostata fuori dal palazzo comunale. Forte e chiaro è arrivato il messaggio di +Europa, Radicali e Italia in Comune. Ovviamente contrario. «Se non siamo stupiti nel dover ricordare al consigliere di Fratelli d’Italia Claudio Belgiorno i principi di laicità che regolano il nostro Stato – hanno detto ieri in coro –, ci amareggia doverlo fare con la capogruppo della Lista Biffoni Rosanna Sciumbata. Respingiamo con forza entrambe le proposte e andiamo oltre: chiediamo la rimozione del crocifisso già presente all’ingresso del palazzo comunale, che dovrebbe essere la casa di tutti i cittadini pratesi, di qualsiasi credo o religione. E ci auguriamo che la religione venga lasciata fuori dal dibattito del consiglio, che dovrebbe invece riunirsi e lavorare per risolvere i problemi e dare risposte ai bisogni dei cittadini». Come andrà a finire? Difficile prevederlo. Belgiorno ieri ha teso una mano: «Troviamo tutti insieme un punto di equilibrio, il modo di rimarcare con la presenza del crocifisso quei valori su cui si basano la nostra storia e la nostra cultura», ha detto. I mediatori sono già a lavoro. Chissà però quanti consiglieri sanno che nel salone in cui si riuniscono quasi tutte le settimane sono stati per secoli esposti un tondo di Raffaellino del Garbo raffigurante la Madonna col Bambino e San Giovannino, e due grandi pale di Mario Balassi dedicate alla Madonna col Bambino e san Domenico, e a san Giuseppe con Gesù. Ora quei dipinti si trovano nel Museo di Palazzo Pretorio, ma lungo la parete che sta alle spalle del sindaco e degli assessori, quindi di fronte agli sguardi dei consiglieri, c’è ancora La Madonna con il Bambino e i santi Stefano e Giovanni Battista, realizzata nel lontanissimo 1416 da Pietro di Miniato. Accanto c’è un altro grande dipinto murale della stessa epoca che raffigura la Maestà e la Giustizia. Un modo giusto di risolvere la questione lo troveranno. Speriamo presto…

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email